Berlino, la città dai mille volti. E uno di questi è sicuramente quello della street art che fa della capitale tedesca uno dei maggiori hotspot dell’arte in Europa, nonché la mecca della urban art. Quando si visita Berlino non si possono non ammirare i numerosi graffiti sparsi per la città che talvolta ricoprono addirittura interi palazzi: dalla celebre East Side Gallery, il tratto di muro considerato la più grande galleria d’arte a cielo aperto, ai tour organizzati alla scoperta dei più noti dipinti di artisti internazionali e locali.

Ma dal 16 Settembre sono i graffiti ad andare incontro al pubblico. A Bülowstraße 97, nel quartiere di Schöneberg, ha infatti aperto il primo museo tedesco interamente dedicato al mondo della street art. Urban Nation, questo il nome del museo, nasce dall’omonima associazione di street artist e appassionati del mondo dei graffiti, coordinata da Yasha Young e Christopher Vorwerk e finanziato in parte dalla Berlin Lotto Foundation, fondazione nota per la promozione di progetti sociali, culturali, ambientali e caritatevoli.

Urban Nation da quattro anni invita a Berlino artisti da tutto il mondo per metterli in relazione con il tessuto urbano della città, dando loro a disposizione delle «tele murarie» da dipingere. Il museo sarà quindi il collante tra la street art e la gente che avrà modo di sperimentare e comprendere quest’arte.

UNique UNito, UNstoppable è la mostra di apertura che durerà circa un anno, durante il quale saranno esposte opere di tutte le generazioni di artisti dell’arte urbana, dai vecchi maestri della Street Art, all’arte urbana moderna e contemporanea. Circa 130 artisti, tra cui anche alcuni nomi italiani, hanno contribuito alla realizzazione delle opere create esclusivamente per il museo.

Il museo “riflette l’aspetto dinamico e non convenzionale della street art” spiega l’architetto Thomas Willemeit dell’agenzia Graft. Ecco perché l’edificio è stato pensato a misura non solo di artista, ma anche di opere. Sulla facciata esterna sono collocati dei grandi pannelli modulari che fungono da tele su cui disegnare. Questi pannelli sono rimovibili e quindi possono essere spostati di volta in volta in altre parti del mondo. All’interno, invece, l’edificio si sviluppa su due piani, ognuno con muri alti sette metri e un lungo corridoio che vuole essere il prolungamento della strada all’interno. Oltre a essere uno spazio espositivo, il museo ospita stanze apposite per dibattiti, conferenze, workshop e una biblioteca in cui saranno disponibili tutti i più importanti libri sulla street art donata da Martha Cooper, fotografa americana che negli Anni 70 ha documentato la nascita di questa arte. La collezione permanente è il risultato di contributi e donazioni degli artisti che negli anni hanno partecipato ai progetti dell’associazione. Ma il patrimonio è destinato a crescere: è infatti possibile contribuire all’arricchimento della sua collezione donando o prestando le proprie opere.

L’Urban Nation trasporta così l’arte urbana dalla strada all’interno di un palazzo, dandogli l’importanza e la salvaguardia che merita. Ma proprio questo non rischia forse di snaturare la natura stessa della street art? Di certo l’idea, per alcuni un po’ contraddittoria, per altri originale, non poteva che venire da Berlino, la città giusta per ospitare un museo del genere.

Sara Antonazzo
sara.antonazzo@gmail.com
Divido il mio tempo tra il mondo dell’interior design, l’insegnamento della danza e la grande passione per i fiori. Classe ’88, curiosa per natura in maniera quasi fanciullesca e amante del bello, guardo il mondo sempre col naso all’insù. Amo il mare e il sole che scotta la pelle d’estate, tazze fumanti di the, film e la mia gatta sulle gambe d’inverno. Ho una sfrenata passione per il Nord Europa in tutte le sue forme, in particolare Berlino dove ho lasciato un pezzetto del mio cuore. Parlo poco, osservo tanto, penso ancora di più.

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