È tempo di riforma per il calcio internazionale: la UEFA si inventa una nuova competizione, mentre il Mondiale per club si allarga. Le regole possono sembrare parecchio complesse (e lo sono), ma queste innovazioni dovrebbero (e lo auspichiamo) incentivare lo spettacolo.

Nations League: addio amichevoli

Ci sono voluti tre anni alla UEFA per mettere d’accordo tutte le federazioni nazionali: un lavoro intenso durato dal 2011 al 2014, che sembra però aver dato i propri frutti. Difatti, secondo la nota di presentazione, la Nations League è una competizione nata dal comune desiderio degli addetti ai lavori che “sono sempre più del parere che le gare amichevoli non offrano un livello di competitività adeguato alle squadre nazionali”.

Dunque come si articola questa nuova competizione? Le 55 nazionali saranno divise in quattro leghe in base al Ranking continentale (rilevato allo scorso 11 ottobre). Le diverse “leghe” saranno poi divise in quattro gironi da 3 o 4 squadre (il sorteggio avverrà il prossimo 24 gennaio); le ultime 4 di ogni girone saranno retrocesse nella lega inferiore, mente le prime quattro saranno promosse. Le prime quattro della lega A disputeranno le ”Finals”. Il programma diramato prevede la fase a gironi (girone all’italiana) per l’autunno 2018 e la fase a eliminazione diretta (a turno unico) per giugno 2019; la sede ospitante sarà scelta tra le quattro nazioni finaliste. La cadenza è biennale.

Schema nuova organizzazione Nations League (Copyright UEFA)

Quali sono le conseguenze principali? A differenza delle amichevoli è apprezzato il fatto di avere un calendario ben definito, che andrà ad intersecarsi meglio con quello degli impegni dei club. Inoltre le federazioni otterranno entrate più stabili derivanti principalmente dai diritti TV. E le amichevoli? Non sono vietate, ma il nuovo format disincentiva fortemente quelle di scarso spessore, a vantaggio delle grandi amichevoli intercontinentali.

Le posizioni della Nations League determineranno la composizione delle urne per le successive Qualificazioni al Campionato europeo. Le partecipanti alle “Finals” della Nations L. accederanno ai gironi qualificatori a cinque squadre. Le prime due classificate dei dieci gironi di qualificazione (da cinque e sei squadre) accederanno direttamente all’Europeo, mentre i restanti quattro posti saranno assegnati tramite spareggio. Questo consiste in un percorso interno ad ogni lega della Nations League: le quattro vincitrici dei gironi si affronteranno in un meccanismo di “Final fuor”, la cui vincitrice accederà all’Europeo. In caso di qualificazione già avvenuta da parte di una vincitrice di un girone si considerano le squadre seguenti nella classifica di lega e se necessario nella classifica complessiva della Nations L.

Il Mondiale per club perde appeal e si reinventa

Corinthians vincitore del Mondiale per club, copyright Creative Commons, attribuzione: Tomofumi Kitano

Anche l’ex “Mondialito” ha preso ormai una nuova forma. Sarà disputato subito dopo la Nations League a partire dal 2021 e avrà cadenza quadriennale. La composizione prevede 24 squadre divise in otto gironi da tre team.

Saranno presenti 12 squadre europee (4 vincitrici della Champions, 4 finaliste e le altre 4 con il miglior ranking UEFA), 5 sudamericane, 2 africane, 2 asiatiche e una nordamericana. I restanti due posti saranno assegnati al club campione nazionale del paese ospitante (molto probabilmente la Cina) e da uno spareggio tra una squadra nordamericana e una dell’Oceania.

 

(Foto di copertina): Brasile Croazia, copyright Creative Commons, attribuzione: Agencia Brasil

Riccardo Paleari
ricki.pale.22@gmail.com
Nato nell'ottobre 1997 a Monza, sono appassionato di politica e letteralmente dipendente dallo sport. La prima la pratico tuttora, mentre per il secondo ci ho solo provato (con risultati tragicomici). Credo di esser nato nel secolo (forse pure nell'universo) sbagliato: mi piacciono i baffi ottocenteschi e rimpiango un po’ la partitocrazia.

Lascia un commento