She’s Gotta Have It è una serie televisiva statunitense creata da Spike Lee per Netflix e basata sul film del 1986 Lola Darling, diretto e interpretato proprio dallo stesso.

Nel quartiere di Fort Greene a Brooklin, si susseguono le avventure di Nola Darling interpretata dalla bellissima DeWanda Wise, e dei suoi tre amanti: Mars, lo stralunato ciclista hypster, Greer il modello narcisista e colto, e Jamie il rispettabile e sposato uomo d’affari. E alla fine arriva anche una donna, Opal, che per Nola è amica, e al tempo stesso amante e modello.
Nola è una pittrice di talento alla perenne ricerca della propria affermazione professionale e sessuale. Una donna forte e indipendente, che non si lascia condizionare o reprimere dagli uomini che frequenta e rifiuta di essere catalogata con qualsiasi stereotipo.
Il tutto accompagnato da una fotografia impeccabile, con inquadrature bellissime di scorci di vita. E, come sottofondo, una colonna sonora pazzesca che ti evita anche la fatica di cercare i brani su Shazam, visto che le copertine dei dischi finiscono dritte sullo schermo.

Sullo sfondo della New York di oggi, emergono una serie di temi importanti ma affrontati con un tono apparentemente leggero. Si parla di violenza sessuale, emancipazione femminile, libertà di pensiero e parità dei diritti. Una commedia che fa il punto della situazione sulla società newyorchese di oggi, schiacciata fra l’elezione di Donald Trump, lo scandalo Weinstein e la speculazione edilizia.

My name isn’t

Nola sperimenta in prima persona il fenomeno del cat-calling ed è stanca di sentirsi giudicata e spogliata con lo sguardo per strada. Lei non si sente proprietà di nessuno e per tale motivo decide di lanciare la campagna My name isn’t, affiggendo per le strade di Brooklyn dei manifesti col suo volto, ad urlare la libertà delle donne.

Ma basta un semplice vestitino nero, sexy ed esageratamente costoso a risvegliare l’istinto predatore maschile. Ma Nola Darling sa reagire e, da brava artista, riesce a trasformare gli episodi di molestie in creatività facendosi portavoce di tutte le donne mortificate.

Blacklivesmetter

Una seconda tematica importante affrontata dalla serie è l’essere afroamericano. Tutta l’arte di Nola ruota intorno a questo concetto, attraverso ritratti che esaltano le forme delle donne nere e la loro sensualità.

La Lola Darling di trentuno anni fa ebbe grossi problemi con la censura per una scena di sesso e fece scalpore perché l’emancipazione femminile non era un tema socialmente accettabile e accettato.

Oggi Spike Lee colpisce con un finale più ottimista e da Mars che interpretava nell’ 86, sceglie una donna per dar voce al suo pensiero con la speranza, ancora una volta, di superare le ipocrisie di un paese.

Sara Antonazzo
sara.antonazzo@gmail.com
Divido il mio tempo tra il mondo dell’interior design, l’insegnamento della danza e la grande passione per i fiori. Classe ’88, curiosa per natura in maniera quasi fanciullesca e amante del bello, guardo il mondo sempre col naso all’insù. Amo il mare e il sole che scotta la pelle d’estate, tazze fumanti di the, film e la mia gatta sulle gambe d’inverno. Ho una sfrenata passione per il Nord Europa in tutte le sue forme, in particolare Berlino dove ho lasciato un pezzetto del mio cuore. Parlo poco, osservo tanto, penso ancora di più.

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