È una giornata d’Ottobre calda e la piscina coperta di Via Lamarmora è piena di ragazzi e ragazze che cercano un po’ di fresco. Ma non solo. Qui si allena anche la Polisportiva Bresciana No Frontiere. Ho avuto il piacere di conoscerli per un’intervista e,affascinato e incuriosito dal sbriluccichio del presidente Nunzio Bicelli diquando parlava dei suoi ragazzi, ho deciso di iniziare una serie di interviste dove si raccontano.

Aspetto Andrea Massussi, classe 1994, nuotatore che ha partecipato a diverse competizioni nazionali ed internazionali. È riuscito a raggiungere anche i campionati paralimpici di Rio de Janeiro di qualche anno fa.

È un ragazzo slanciato, spalle larghe, capelli arruffati, sorriso furbetto che nasconde un carattere combattivo.  Ha una paraplegia spastica agli arti inferiori. Ha colpito soprattutto i polpacci, motivo per cui è conosciuto come “Cobra”.

Dopo un pranzo veloce a suon di panini, gli chiedo da cosa è nato il suo amore per il nuoto.

“Devi sapere che sono sempre stato affascinato dallo sport. Prima di nuotare ho fatto altri sport: tennis da tavolo, basket… Poi un giorno, alle scuole superiori, un mio amico mi chiese se volevo provare a fare nuoto con lui. Accettai subito, sono una persona molto curiosa. Provai e mi trovai benissimo”

E che cosa ti ha attirato del nuoto?


“Non si può spiegare. È un qualcosa di talmente forte che non si può spiegare. Per me il nuoto è una passione e mi diverte tanto. Molte volte c’è il momento no, sì, però mi butto in acqua e lascio indietro tutto.”

Tutte le volte che entri in acqua, è una sfida con te stesso?


“Sì, è proprio così. Prima ho imparato a nuotare e poi è arrivata la sfida con se stessi, la voglia di migliorare sempre di più.”

Cosa rende divertente il nuoto?

“Lo rende divertente il cercare di migliorare sempre di più. È una battaglia con se stessi. E li noti ogni volta che entri in acqua i miglioramenti.”

Che successi sei riuscito a raggiungere?

“Dopo aver fatto tanti allenamenti e gare regionali, alla fine delle scuole superiori si è presentata l’occasione di partecipare alle olimpiadi di Rio de Janeiro. E mi presero. Non me lo aspettavo proprio. (ride)

Nel 2015 ho fatto un campionato mondiale (a Glasgow), un europeo e un’olimpiade. Non mi ricordo proprio la chiamata del CT. Ero così emozionato e felice che non me lo ricordo” Ride. Ha una risata sottile, sembra il soffio del vento.

Come definiresti l’esperienza delle olimpiadi a Rio de Janeiro?

“È stata un’esperienza fantastica. La città era meravigliosa. I primi giorni al villaggio olimpico sono stati di assestamento e di riposo. Poi ogni giorno c’erano gli allenamenti per perfezionare i tempi e la tecnica.

Ti ricordi le posizioni che hai conquistato?

“ Ho fatto due settimi posti, è stato parecchio difficile.”

Parliamo invece dell’ultimo campionato che c’è stato a Dublino. È stato un grande successo per la nazionale italiana.

“A Dublino ho fatto un’ottavo posto nella 50 dorso e la batteria a delfino. Purtroppo mi è sfuggita la gara a rana. L’emozione ha giocato un ruolo fondamentale nella mia performance.”

Cos’è che ti ha dato il nuoto?

“Il nuoto mi ha dato e mi sta dando la precisione, la tenacia e il divertimento di stare in squadra. Aggiungerei anche la concentrazione.”

Com’è stato il rapporto con le persone al di fuori dall’acqua

“Sono un ragazzo fortunato. Fuori dall’acqua ho sempre trovato persone che mi accettano per quello che sono. Io poi, ecco, ho sempre cercato di riderci sopra sulla mia disabilità. Questo forse ha anche aiutato il prossimo a vedermi ”

Dammi tre motivi per fare nuoto.

“Beh, uno: dopo una nuotata, se hai la giornata no, molti pensieri negativi se ne vanno. Due: fisicamente ti fa stare bene. Tre: fare le vasche non aiuta solo la concentrazione, ma ti metti a confronto con te stesso. Aiuta!”

L’elemento che mi ha colpito di più di Andrea è la sua solarità nell’accettare le cose che la vita offre.

Non importa quante volte cadi, ma importa come ti rialzi.

Enver Negroni
negroni.enver94@gmail.com
Bilancia pura del 29 settembre di un lontano 1994, vivo in un piccolo paese vicino a Brescia, San Zeno Naviglio, e sono laureato in Scienze della comunicazione. Nutro una forte passione per la letteratura, per la poesia, per l’arte e la musica. Sono anche una persona molto curiosa e nelle mie interviste/storie cerco di passare la mia curiosità e passione al lettore. Se hai una storia da raccontare, contattami!

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