Anna Ivanovna Romanova (1693-1740) divenne imperatrice di Russia nel 1730, subito dopo la morte del quindicenne Pietro II. Figlia di Ivan V e nipote di Pietro il Grande, Anna fu scelta dalla nobiltà per la sua presunta mansuetudine e malleabilità.

La nuova imperatrice, però, mostrò ben presto di poter governare la Russia da sola, con pugno di ferro, terrorizzando gli oppositori. Dotata di un distorto senso dell’umorismo (si divertiva a far suonare le campane di allarme senza motivo, solo per vedere la reazione dei cittadini), sapeva ideare “creative” punizioni per i suoi avversari politici: dopo che i nobili Nikita Volkonskij e Aleksej Apraskin le ebbero mancato di rispetto davanti al resto della corte, li obbligò a vestirsi da galline per una settimana, restando accovacciati in un cesto pieno di paglia mentre mentre dava udienza ai sudditi.

La punizione più singolare fu però riservata al principe Mikhail Golitsyn: alcuni ritengono perché avesse offeso l’imperatrice (ortodossa, e piuttosto oscurantista) sposando di nascosto un’italiana (cattolica), altri pensano invece volesse semplicemente umiliare la nobile casata dei Golitsyn. Dopo averlo privato del titolo, lo costrinse a indossare i panni del buffone di corte e, alla morte della consorte, gli fece prendere in moglie una serva, Avdotija Buzeninova, passata (suo malgrado) alla storia come la più brutta donna di tutte le Russie.

Anna organizzò una grottesca parata nuziale, alla quale parteciparono deformi e nani provenienti dai quattro angoli del paese, accompagnati da un’infinità di ubriaconi, maiali, capre e scimmie. La coppia venne condotta in chiesa a cavallo di un elefante indiano, e prima della cerimonia dovette ascoltare un lunghissimo poema di scherno composto per l’occasione.
I neo sposi vennero quindi spediti a trascorrere la prima notte di nozze sulle rive del fiume Neva, dove gli era stato costruito un palazzo scolpito nel ghiaccio (siamo nel febbraio 1740), con tanto di talamo e statue di Cupido: dovettero evidentemente aver trovato un modo per riscaldarsi, dal momento che sopravvissero e, nove mesi dopo, divennero genitori di una coppia di gemelli. La zarina morì pochi giorni dopo.

Marcello Bellini
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Nato nell'anno della rivolta di Timișoara, laureato in lettere moderne e filologia, mi piacciono Derrick, il televideo, Leland Palmer coi capelli bianchi, Sirmione, le capriole di Martins e la scucchia di Carlo V. Da grande vorrei essere come Steve Jobs: morto.

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