Il 20 febbraio 1662 il quarantenne Jean-Baptiste de Poquelin, in arte Molière, (1622-1673) prese in moglie la giovanissima Armande Béjart (1642-1700): non appena la cerimonia si concluse, iniziarono a circolare i pettegolezzi più disparati.

Per l’anagrafe Armande risultava essere la sorella minore di Madeleine Béjart (1618-1672), una celebre attrice e cantante che, circa vent’anni prima, aveva sostenuto economicamente il giovane commediografo, intento a mettere in piedi la sua prima compagnia teatrale.
Le malelingue insinuarono subito che Armande fosse in realtà figlia di Madeleine, e ricordando il rapporto (non esattamente platonico) intercorso tra lei e Molière, finirono per accusare l’uomo d’incesto.

E neanche troppo velatamente…

Armande Béjart

Ai più dovette sembrare inconcepibile (e neppure a torto, tutto sommato) che Marie Hervé, madre di Madeleine, potesse aver partorito Armande a cinquant’anni suonati (per quanto la donna avesse dato alla luce una bambina, morta pochi giorni dopo il parto, attorno ai quarantaquattro anni di età). Una parte dell’opinione pubblica, in verità, lo discolpò, sostenendo come Armande fosse figlia illegittima di Madeleine e di Raymond de Mormoiron, un militare francese, oppure addirittura di Francesco I d’Este, duca di Modena (che si trovava a Parigi per concludere alcuni accordi col cardinale Mazzarino), ma le due ipotesi non godettero del favore popolare.
La pesante accusa colpì profondamente l’autore, facendolo precipitare in una cupa malinconia. Il rapporto con la moglie fu travagliato, e non solo a causa delle infamanti dicerie: nonostante la fama e i successi teatrali, la coppia ebbe seri problemi economici (Molière perdette infatti una causa per insolvenza) e dei tre figli avuti ne sopravvisse soltanto uno.
Ma furono le reciproche infedeltà, più di tutto il resto, a minare le fondamenta del matrimonio: mentre Armande si concesse numerose scappatelle con uomini alto lignaggio, il marito cercò conforto tra le braccia di Madeleine, indimenticata vecchia fiamma.
Queste fratture, inevitabilmente, portarono i due a condurre vite separate. Pare che, pur continuando a lavorare insieme, Molière e Armande non si parlarono più “direttamente” tra il 1665 ed il 1671, quando finalmente si riappacificarono: nel mentre, membri della compagnia, a turno, riferivano alla donna le battute e le scene che il commediografo aveva ideato per lei.
Un paio di anni dopo, mentre recitava in una delle prime repliche de Il malato immaginario, Molière fu colpito da un violentissimo attacco di tosse, causato dalla tubercolosi, e morì appena dopo la fine della rappresentazione.

Le malignità, nonostante tutto, non si placarono

Nel 1688 uscì infatti un libello anonimo, La famosa attrice, in cui la vedova di Molière veniva apertamente accusata di esserne la figlia. Il pamphlet ebbe enorme diffusione, tanto da essere ristampato in numerose edizioni: nonostante la grande sensazione suscitata, ad ogni modo, non resistette alla prova del tempo.
Oggigiorno è considerato soltanto un esempio di letteratura scandalistica, incentrata sul luogo comune (popolarissimo già al tempo dei Romani) della scarsa moralità della gente di teatro.

Marcello Bellini
marcomarcellobellini@libero.it
Nato nell'anno della rivolta di Timișoara, laureato in lettere moderne e filologia, mi piacciono Derrick, il televideo, Leland Palmer coi capelli bianchi, Sirmione, le capriole di Martins e la scucchia di Carlo V. Da grande vorrei essere come Steve Jobs: morto.

Lascia un commento