Secondo il sommo Piero Angela “la creatività è un modo di essere: è curiosità senza conformismo, è il non accontentarsi mai della prima risposta o di una sola risposta. È soprattutto la capacità di porsi continuamente domande…” e oggi scopriremo le risposte che mi ha dato l’illustratore Mattia Distaso.

Parlaci un po’ di te, scegliendo tre aggettivi con i quali definiresti la tua personalità creativa.

Zen perché lascio che gli eventi accadano, senza forzarli.
Zarro perché sono fortemente legato alle mie radici, cioè di un pugliese nato nella periferia milanese
nei primi anni 90.
Zanza perché a Milano, sei imbruttito, giargiana… o sei zanza!

Che caratteristiche cerchi prima di impugnare la matita?

In me, cerco di essere concentrato e contemporaneamente assente. C’è un punto di equilibrio tra queste caratteristiche opposte in cui trovo la mia “zona creativa”.
Nel contesto in cui lavoro, nel mio studio in pratica, cerco di circondarmi da persone creative con cui confrontarmi sulle idee e sulle bozze.
Le caratteristiche che deve avere la mia scrivania invece… l’ordine, e qualcosa da bere (meglio se alcolico).
Poi interviene il disordine: le playlist random di Spotify, di dubbio gusto musicale, ma che colmano il mio bisogno di caos.

Cosa ti attira principalmente per realizzare le tue opere?

Il budget…(momento di imbarazzo) no, ovviamente la possibilità di sperimentazione creativa e l’importanza del brand con cui lavoro e la visibilità (e le altre cose che stimolano tutti gli altri illustratori).

Se al tuo compleanno ti venisse regalata una macchina del tempo, in che epoca ti sarebbe piaciuto vivere dal punto di vista artistico?

Questa è una domanda a trabocchetto per testare le mie conoscenze nella storia dell’arte…MI GIUSTIFICO PROF! (ai miei tempi a scuola si faceva così)
Sono molto affascinato dai progressi della tecnica cioè del modo in cui il design avanza insieme alla tecnologia. Mi piacerebbe essere trasportato, ad esempio, a Palo Alto, nel 1984 a fianco di Susan Kare mentre disegna le icone del primo Macintosh per chiederle: “ sai quanto saranno importanti le scelte che farai per i pixel a venire?” per poi andarmene via con una frase ad effetto come in Terminator: “ Hasta la Vista Baby”.

Che rapporto hai con la comunicazione moderna? (Social/virtuale)

Sono un ottimo strumento di personal branding, in particolar modo per le infinite possibilità di… ma perché nessuno ha ancora messo LIKE al mio post!

Nel panorama social attuale, ci potresti dire tre personalità creative che meritano
attenzione?

Nel senso che non ne hanno abbastanza o che ne meritano di più? Al primo posto (nel mio cuore) ci sono le perle di gentilezza che tutti dovrebbero leggere ogni mattina sulla pagina Facebook di Vita con Lloyd.
Al secondo posto (ma primo a ZARROGANZA) c’è Marcelo Burlon per la sua capacità di orchestrare molteplici elementi della comunicazione, non solo visiva, in maniera elegantemente buzzurra.
Infine Annie Mazzola per la sua dolce-leggerezza, perfetta per il mezzo delle stories di Instagram, con cui affronta ogni genere di argomento.

Concludiamo in bellezza, lasciando campo libero su quello che vuoi dirci…

Ho sete: dove sono i miei free drink?

Mattia Barcella
mbarcella@shakemymag.it
Nato sotto il segno dell'Acquario nell'ormai lontano 1988. Da qualche anno abito in un borgo medievale a pochi chilometri da Bergamo, dove gli unici a disturbarmi mentre scrivo sono i rintocchi del campanile e il belare di un gruppetto maleducato di pecore. Appassionato sin da piccolo di giornalismo ed attualità. Amo il profumo della carta di giornale così come quella dei libri che non smetterei mai di comprare. Ho fondato e dirigo ShakeMyMag.

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