Per il secondo appuntamento della nostra rubrica #SlancioCreativo, abbiamo intervistato Daniel Trudu!

Fai una breve descrizione di te, cercando di usare i tre aggettivi con i quali definiresti la tua personalità creativa.

Descrivere me stesso è la cosa più difficile, ma se proprio devo scegliere tre aggettivi a proposito della mia creatività dico: costante, perché fantastico tutto il tempo; travagliata, perché sono il peggior critico di me stesso; esploratrice, perché sono sempre alla ricerca dello stile.

Che caratteristiche cerchi prima di impugnare la matita?

Prima di disegnare mi lascio stimolare dal tema e dalle associazioni che crea liberamente la mente. Ma devo subito fissare le idee su carta altrimenti le perdo!

Quale è il tuo soggetto ideale?

Dal punto di vista artistico ho sempre trovato interessante la figura femminile.

Se al tuo compleanno ti venisse regalata una macchina del tempo, in che epoca ti sarebbe piaciuto vivere dal punto di vista artistico?

Mi affascinano molto le avanguardie, immagino il fermento generato da questo impulso per il cambiamento ed ammiro la forza di chi ha voluto segnare una rottura col passato in favore di un’espressione soggettiva e quindi radicalmente unica.

Cosa pensi della comunicazione moderna? (Social/virtuale)

Purtroppo non sono pienamente radicato nel presente; trovo che tutta questa tecnologia in continuo mutamento sia molto faticosa. Per me vale il paradosso della scelta: le troppe possibilità mi bloccano. Per questo ultimamente mi sto dedicando esclusivamente ad Instagram, perché è più essenziale e da priorità all’immagine. La cosa più bella è accedere e trovare un segno del passaggio di qualcuno che ha apprezzato il tuo lavoro.

Nel panorama social attuale, ci potresti dire tre personalità creative che meritano attenzione?

Proprio su Instagram posso scoprire artisti a me sconosciuti e seguire il lavoro di quelli che già apprezzo. Ad esempio trovo molto interessante la pagina di Adolfo Serra perché è come un carnet ricco di stimoli che integra alla perfezione foto e illustrazione; Isa Bancewicz perché ogni linea che esce dalla sua matita mi strega; Ryan Heshka perché adoro il suo stile unico e visionario dal sapore vintage.

Concludi con la prima cosa che ti viene in mente dopo queste domande (per esempio: citazione – frase – un tuo scatto fotografico – una parola)

Mi viene in mente questo piccolo asciugamano, un reperto della mia infanzia che credevo perduto; probabilmente il mio primo ricordo legato all’illustrazione. All’inizio era solo un cubetto sottovuoto poi, dopo essere stato immerso in acqua bollente -magia- si trasformò in un “grande” (agli occhi di un bambino) asciugamano colorato!
A pensarci bene anche disegnare è simile ad una magia: da una piccola bacchetta possono prendere forma infinite immagini!

Mattia Barcella
mbarcella@shakemymag.it
Nato sotto il segno dell'Acquario nell'ormai lontano 1988. Da qualche anno abito in un borgo medievale a pochi chilometri da Bergamo, dove gli unici a disturbarmi mentre scrivo sono i rintocchi del campanile e il belare di un gruppetto maleducato di pecore. Appassionato sin da piccolo di giornalismo ed attualità. Amo il profumo della carta di giornale così come quella dei libri che non smetterei mai di comprare. Ho fondato e dirigo ShakeMyMag.

Lascia un commento