John Updike, scrittore e poeta statunitense, diceva che la “creatività è solo un altro nome delle normali attività. Qualsiasi attività diventa creativa quando chi la svolge ha cura di farla bene, o meglio.” Per l’appuntamento con la creatività di oggi, sono felice di presentarvi Carol Rollo: nata a Cagliari nel 1985, ha studiato illustrazione per l’infanzia a Barcellona e ha lavorato come grafica e illustratrice a Berlino. Attualmente vive e lavora a Milano come freelance per case editrici, magazine e agenzie pubblicitarie, nel tempo libero si dedica al fumetto, all’autoproduzione e alla stampa artigianale.

Parlaci un po’ di te, scegliendo tre aggettivi con i quali definiresti la tua personalità creativa.

Surreale, ironica, agrodolce

Che caratteristiche cerchi prima di impugnare la matita.

Che sia un progetto personale o un lavoro commissionato, il mio obiettivo principale è creare un’immagine che sia fresca, spontanea, compositivamente equilibrata. Sono per me tre caratteristiche fondamentali per riuscire a entrare davvero in contatto con l’animo di chi guarda.

Cosa ti attira principalmente per realizzare le tue opere?

Attingo molto dal quotidiano e dall’onirico, cercando di unire le due cose per creare immagini che abbiano sempre un tocco di surreale. Un altro tema a me molto caro ultimamente è il corpo femminile e la discriminazione di genere, che ho potuto sviluppare recentemente in una collaborazione con il Berlin Feminist Film Week.

Se al tuo compleanno ti venisse regalata una macchina del tempo, in che epoca ti sarebbe piaciuto vivere dal punto di vista artistico?

Ultimamente sto lavorando molto con le architetture e il design, quindi direi durante il neoplasticismo nell’Olanda degli anni venti.

Che rapporto hai con la comunicazione moderna? (Social/virtuale)

Utilizzo i social soprattutto per lavoro, sul mio profilo Instagram pubblico solo illustrazioni e lo uso tantissimo come finestra sul panorama artistico contemporaneo. Come la maggior parte degli illustratori freelance, le mie comunicazioni con i clienti avvengono al 90% via mail o telefono per cui è molto importante avere un riscontro tangibile della mia attività. Fortunatamente a Milano esistono molte realtà attive in questo settore, e sono stata abbastanza fortunata da diventare parte di un meraviglioso collettivo che si chiama Drinchendró, con cui organizziamo workshop aperti a tutti (specialmente a quelli che dicono “io non so disegnare”)

Nel panorama social attuale, ci potresti dire tre personalità creative che meritano attenzione?

Gli ultimi profili che sto seguendo con interesse sono: xaviera altena, Karl joel Larsson e Colorama print. I primi due sono illustratori, mentre a Colorama è una casa editrice indipendente di Berlino con cui ho stampato anni fa e che adesso fa dei libri bellissimi.

Concludiamo in bellezza, lasciando campo libero su quello che vuoi dirci…

“If life gives you lemons, draw a lemon ?”

“Correvamo sulla cresta di vulcani. Nel grigiore meridiano il volo dei capelli di Ayl e le lingue di fuoco che s’alzavano dai crateri si confondevano in un battito d’ali pallido ed identico. – Fuoco. Capelli, – le dissi. – Fuoco uguale capelli. Pareva convinta.” Dalle Cosmicomiche di Italo Calvino, per il calendario di Arti Grafiche Pisano.
Mattia Barcella
mbarcella@shakemymag.it
Nato sotto il segno dell'Acquario nell'ormai lontano 1988. Da qualche anno abito in un borgo medievale a pochi chilometri da Bergamo, dove gli unici a disturbarmi mentre scrivo sono i rintocchi del campanile e il belare di un gruppetto maleducato di pecore. Appassionato sin da piccolo di giornalismo ed attualità. Amo il profumo della carta di giornale così come quella dei libri che non smetterei mai di comprare. Ho fondato e dirigo ShakeMyMag.

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