“La creatività è un tentativo di risolvere un conflitto generato da pulsioni istintive biologiche non scaricate, perciò i desideri insoddisfatti sono la forza motrice della fantasia ed alimentano i sogni notturni e quelli a occhi aperti.” Così Sigmund Freud definiva il concetto di creatività, e da qui vogliamo iniziare una serie di nuovi appuntamenti dedicati a chi, lasciando crescere dentro di se la creatività, da forma ai propri sogni seguendo la forma d’arte più adatta.

Oggi iniziamo con l’illustrazione, conoscendola ed emozionandoci insieme a: Alice Coppini.

Parlaci un po’ di te, scegliendo tre aggettivi con i quali definiresti la tua personalità creativa.

Tra le cose principali, la mia personalità creativa è divertente, mi piace inventare situazioni spesso ridicole o bizzarre, mi piace rendere divertenti i personaggi che creo, farli muovere in modo caricaturale, strapazzarli.
Ma è anche critica, ancora troppo poco probabilmente, perché è timida, ha paura di esporsi troppo.

Che caratteristiche cerchi prima di impugnare la matita?

La prima cosa a cui penso quando devo mettermi a lavorare su un’illustrazione o su un progetto è il ritmo.
Per me è veramente importante, controllo e ricontrollo i miei primissimi schizzi grandi come francobolli per cercare di capire se ho dato il ritmo giusto alla storia. Questo permette di leggere bene un racconto, dà scorrevolezza.

Cosa ti attira principalmente per realizzare le tue opere?

Il mio soggetto ideale sono le persone, in particolar modo le ragazze. Mi piace disegnarle mentre si muovono, si agitano, saltano e ballano. Mi piace disegnarle felici.

Se al tuo compleanno ti venisse regalata una macchina del tempo, in che epoca ti sarebbe piaciuto vivere dal punto di vista artistico?

Il periodo storico in cui mi sarebbe piaciuto vivere? Il 1920.
So che la mia idea di quel secolo è molto americana, ma doveva essere bellissimo poter andare a ballare il boogie woogie o il charleston. Erano i primi balli considerati scatenati, si usciva da secoli di danze in cui i corpi erano rigidi e distanti tra di loro, è nato il jazz (che per il tempo era la musica che portava alla perdizione), le donne portavano abiti larghi, che non sottolineavano più la vita e i fianchi, e come dimenticare i capelli a caschetto? Mi sembrano anni di liberazione.
Ah sì, in tutto questo io non so assolutamente ballare.

Che rapporto hai con la comunicazione moderna? (Social/virtuale)

Della comunicazione social/virtuale penso che bisogna essere bravi ad utilizzarla, come tutte le cose. E’ alla portata di tutti, ma non è così facile starci dietro, richiede impegno, dedizione e il sapersi esporre.

Nel panorama social attuale, ci potresti dire tre personalità creative che meritano attenzione?

Anohni, cantante compositrice e artista. L’ho scoperta quando ancora usava il nome di Antony Hegarty e cantava canzoni sul suo trascorso personale, allargando il tutto ad un discorso più generale sulla donna e sui transgender. Il suo panorama si è allargato ancora di più e ora fa parte del movimento Future Feminism. Sono poco informata al riguardo, ma il suo lavoro musicale è davvero molto bello.
Per le stesse motivazioni credo che un’altra artista da seguire sia Amanda Palmer. Non riesco a trovare il nome di un illustratore, invece, perché i nomi che compaiono nella mia biblioteca personale non mi sembra siano particolarmente attivi sui social.

Concludiamo in bellezza, lasciando campo libero su quello che vuoi dirci…

Dopo aver nominato queste personalità che io considero decisamente grandi e dopo questo veloce viaggio nei ruggenti anni ’20, l’unica cosa che mi viene in mente è la citazione di una canzone di Tori Amos che dice “ […] I got 25 bucks and a cracker, do you think it’s enough […]” perché al confronto io mi sento piccola.
Ma sono certa che riuscirò a sfruttare i mie punti di forza.

Mattia Barcella
mbarcella@shakemymag.it
Nato sotto il segno dell'Acquario nell'ormai lontano 1988. Da qualche anno abito in un borgo medievale a pochi chilometri da Bergamo, dove gli unici a disturbarmi mentre scrivo sono i rintocchi del campanile e il belare di un gruppetto maleducato di pecore. Appassionato sin da piccolo di giornalismo ed attualità. Amo il profumo della carta di giornale così come quella dei libri che non smetterei mai di comprare. Ho fondato e dirigo ShakeMyMag.

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