Dopo una lunga pausa, torna il nostro appuntamento con la rubrica della creatività! Si riparte con MØRØ!

Parlaci un po’ di te, scegliendo tre aggettivi con i quali definiresti la tua personalità creativa.

Mi chiamo Francesco, sono un illustratore-fumettista, sono nato a Urbino ma vivo nella vicina Pesaro. Ho 23 anni e nel mio lavoro cerco di mantenere la stessa meticolosa, precisa, insaziabile attenzione che pongo nel creare texture di linee che si incrociano e non. E’ come una disciplina, un’arte marziale riempire un foglio di linee, serve quella che penso di poter correttamente definire determinazione. 
Naturalmente questa è la parte finale del lavoro, cioè la sua inchiostrazione.

Che caratteristiche cerchi prima di impugnare la matita?

Il tutto inizia dalla matita con cui compongo gli spazi sul foglio.

Cosa ti attira principalmente per realizzare le tue opere?

Cerco sempre soggetti che possano essere inseriti in contesti carichi, quando non è così, sono i soggetti stessi a essere carichi creando quell’equilibrio di Ying e Yang che c’è nei miei lavori.
Principalmente creo questi giochi di volumi bianchi e neri utilizzando come soggetti pose di nudo o soggetti legati alla natura, non sempre, ma diciamo che nel mio operare vanno per la maggiore. 

E se al tuo compleanno ti regalassero una macchina del tempo, in che epoca finiresti?

Una macchina del tempo eh? 
Mi spiace non rispondere in maniera fantasiosa, ma ritengo che non ci sia un periodo piu prolifico per il mio lavoro se non questo. 
In Italia c’è un numero elevato di illustratore e fumettisti indipendenti e non, è un mondo molto presente e concreto, perciò preferisco di gran lunga “camminare” con i miei simili oggi piuttosto che trasferirmi nel medioevo ( pensabile ) a fare il frate amanuense. 
E in ogni caso disegnare pose di donne nude o boschi scuri che inducano alla presenza del maligno non sarebbe stata una grande idea.

Che rapporto hai con la comunicazione moderna?

Come dicevo prima non c’è momento più prolifico per noi creativi, illustratori, fumettisti, indipendenti e non, perché il social ci permette non solo di rendere il nostro lavoro fruibile a tutto il mondo piuttosto che al vicinato o alla mamma. Il social è una piazza, una vetrina in ogni caso è un esercizio a scopo commerciale che tu ci pubblichi il tuo lavoro o i tuoi selfie. L’obbiettivo è pubblicitario.
I miei profili Facebook e Instagram sono interamente dedicati all’illustrazione e al fumetto, solitamente non carico materiale non inerente, cosi che la mia “vetrina” possa sempre e solo mostrare un certo prodotto, in modo da rimanere di settore piuttosto che trasformarmi nel Conad.

Nel panorama social attuale, ci potresti dire tre personalità creative che meritano attenzione?

Vi consiglio di guardare i profili di Cleon Peterson, Guim Tiò e di Dan Hiller.

Concludiamo in bellezza, lasciando campo libero su quello che vuoi dirci…

Al momento sto lavorando ad una nuova storia, la storia di un gruppo di ragazzi mascherati ( no, non sono supereroi ) accampati in mezzo ad un bosco, intenti nel trovare qualcosa al di là di esso, ma non sono soli… qualcosa li ha braccati.

Mattia Barcella
mbarcella@shakemymag.it
Nato sotto il segno dell'Acquario nell'ormai lontano 1988. Da qualche anno abito in un borgo medievale a pochi chilometri da Bergamo, dove gli unici a disturbarmi mentre scrivo sono i rintocchi del campanile e il belare di un gruppetto maleducato di pecore. Appassionato sin da piccolo di giornalismo ed attualità. Amo il profumo della carta di giornale così come quella dei libri che non smetterei mai di comprare. Ho fondato e dirigo ShakeMyMag.

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