E anche quest’anno è arrivato il giorno dell’Immacolata. La maggior parte delle persone approfitta di questa giornata di festa per preparare l’albero di Natale o il presepe.
Scendo in cantina per recuperare il mio albero con tutte le sue decorazioni sistemate in vari scatoloni e li porto in sala da pranzo. Apro per primo quello contenente l’albero, lo tolgo e lo sistemo nell’angolo vicino al camino. Passo di seguito ad aprirne un’altra e tolgo un lungo filo di luci colorate con le quali avvolgo l’albero, e ne apro un’altra ancora contenente le varie palline ed inizio ad attaccarle sui vari rami, finché mi ritrovo tra le mani una pallina fatta ad uncinetto con le mie iniziali. E’ la pallina che mia nonna mi regalò un paio di anni fa per Natale, esattamente l’ultimo che passammo insieme.

Ricordo che tutti gli anni, alla vigilia, mio padre mi portava da lei nel pomeriggio e rimanevo lì fino al giorno seguente. Iniziavamo a preparare insieme la tavola per il pranzo di Natale, un pranzo molto importante visto che la nostra famiglia era davvero numerosa. Una volta finito di preparare il tavolo, ci rilassavamo sul divano mentre lei mi accarezzava i capelli e mi leggeva un racconto tratto da un vecchio libro intitolato “Racconti da leggere sotto l’albero”. Ogni anno mi leggeva un racconto diverso ed insieme cercavamo di capire o inventare un finale diverso.

Finito di leggere facevamo merenda, poi mi appoggiavo alla parete vicino alla televisione e lei mi misurava la statura mettendo un piccolo puntino con la matita sul muro: era soddisfatta nel vedermi sorridere e saltare di gioia perché ogni anno quel puntino era sempre più alto.
Iniziavamo poi a preparare gli gnocchi per il giorno dopo. Non sono mai riuscita a spiegarmi come riuscisse ad impastare e formare tante listarelle così velocemente, mentre il mio compito era quello di formare tanti quadretti da quelle sue lunghe strisce. Dopo aver assaggiato una piccola porzione di gnocchi per cena, ci coricavamo insieme, sotto coperte profumate.

Era bello condividere la magia della vigilia di Natale con lei.

Non riuscivo mai ad addormentarmi subito, con un occhio aperto e uno chiuso attendevo mezzanotte per correre sotto l’albero e vedere se ci fosse qualche dono per me appena portato da Babbo Natale.
Questa pallina che mi trovo ora tra le mani è l’ultimo regalo trovato sotto l’albero di casa sua, perché poi purtroppo venne a mancare.

Da due anni il Natale non è più lo stesso. Lei riusciva a mantenere unita la famiglia ed a organizzare un pranzo tutti insieme, invece ora si festeggia separatamente. La sua mancanza la sento sempre, e particolarmente in questi periodi di festa. Nonostante non sia più presente alla mia vista, nel mio cuore lo è ancora, e la vigilia mantiene quella magia grazie a quei momenti vissuti con lei: basta ricordali per rallegrarmi e sorridere.

Appendo la pallina sul ramo ed inizio a preparare la cena: stasera gnocchi anche se non sarò mai veloce come lei nel prepararli.

Giovanna Terzi
giovanna.terzi@rocketmail.com

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