“Dybala è cresciuto molto e sta crescendo ancora, quando Messi e Ronaldo smetteranno lui e Neymar saranno i più forti al mondo. Sono molto felice per lui perché è cresciuto molto nella lettura del gioco”.

Queste sono le parole utilizzate del tecnico della Juventus, Massimiliano Allegri, dopo la grande prestazione della sua squadra col Chievo, per descrivere Paulo Dybala, una delle stelle più brillanti della nostra serie A.

Dribbling, esplosività, forza, velocità, potenza e precisione del tiro sono le caratteristiche tecniche, fisiche ed atletiche che gli consentono di rivestire praticamente qualsiasi ruolo all’interno dell’attacco e che lo rendono un giocatore di grandissimo talento .
Non solo le qualità fisiche innate, ma anche l’intelligenza tattica e le doti caratteriali quali la fermezza, la sicurezza nei propri mezzi, la modestia e la serietà, lo rendono il fenomeno che è.

La sua terra natale è l’Argentina, nazionale per la quale ha scelto di giocare, dopo aver rifiutato la chiamata di Conte, allora commissario tecnico della nazionale italiana, non sentendo sua la maglia azzurra.
É proprio in Argentina che inizia la sua carriera calcistica. Qui si fa notare dagli osservatori del Palermo e dal suo presidente Zamparini che decide di portarlo in Italia per la cifra record di 12 milioni di euro. Al Palermo trascorre tre stagioni, una delle quali in serie B, alternando panchina, ingressi a gara in corso e ruoli da titolare. L’ultima di queste stagioni è quella durante la quale si mette in evidenza in Italia grazie ad un bottino di 13 gol e ad una super prestazione contro il Milan di Inzaghi coronata dalla splendida rete dello 0-2 finale.

Un giovane Dybala con la maglia del Palermo

Nel 2015 la Juventus decide di investire un’enorme somma di denaro sul suo talento, versando nelle casse del Palermo 40 milioni di euro. Le stagioni alla Juventus gli permettono non solo di segnare molti gol in campionato, 19 il primo anno e 11 il secondo, nonostante un infortunio, ma gli offrono anche l’occasione di confrontarsi con i più grandi campioni del calcio europeo nel prestigiosissimo palcoscenico della Champions League dove avviene la sua definitiva consacrazione a livello mondiale dopo aver segnato una doppietta al Barcellona nella partita valida per l’andata dei quarti di finale.
Queste due stagioni alla Juventus gli regalano, non solo, la vittoria di due campionati e di due Coppe Italia, ma anche, la cocente sconfitta contro il Real Madrid nella finale di Champions League a Cardiff nel 2016.

Nonostante il suo lampante talento, l’unica cosa che ancora gli manca, giustificata dalla giovane età, è un po’ di esperienza, soprattutto in campo internazionale, che gli permetterà di migliorare nei momenti e nelle partite decisive della sua carriera.

L’attuale stagione è iniziata nel migliore dei modi, infatti ha già realizzato 11 gol in 10 giornate di campionato giustificando l’offerta di 150 milioni arrivata, in estate, dal Barcellona che il calciatore e la società hanno deciso di rifiutare per cercare di arrivare insieme alla tanto agognata vittoria della Champions League.

Paulo Dybala, l’uomo che ha sbriciolato i catalani nel match di Champions League dello scorso 11 aprile

Lasciando per un attimo da parte però gli aspetti biografici e tecnici del giocatore vorrei soffermarmi sulla caratteristica che, per me, gli permette di essere annoverato tra i quattro fenomeni citati da Allegri e che lo differenzia dai tanti altri campioni; il campione è sicuramente determinante nella vittoria, ma il fenomeno, oltre a questo, regala emozioni uniche nel farlo. Infatti la sensazione che trasmette ogni volta che prende palla è quella di poter compiere un numero di alta classe che risolva la partita. Dybala incarna proprio questa definizione. Proprio per questo chi ama il calcio non può che amare Dybala.

Gianluca Sala
gianalesala@yahoo.it

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