Daniele Cavalleri, in arte White Jesus, è un trapper bergamasco che sta cercando di farsi spazio sulla scena musicale locale e nazionale. Così ha deciso di raccontarsi in esclusiva per ShakeMyMag.

Partiamo dal principio, chi è White Jesus e perché proprio questo nome?

“In realtà prima mi chiamavo DOC, che è l’acronimo di “disturbo ossessivo compulsivo”, malattia simile ad una più grave che ho avuto da piccolo che mi ha costretto ad una lunga permanenza in ospedale. Poi ho cambiato nome nel momento in cui ho deciso di svoltare con un nuovo genere musicale: ho cancellato più di 150mila views da Youtube e non so quante foto dai miei social proprio perché volevo cambiare totalmente e ripartire da zero, fregandomene dei like. E quindi è nato White JesusWhite per il colore della mia pelle, perché se pensi alla trap in generale, la prima immagine che hai in mente è senz’altro quella dell’artista di colore. Quindi ho pensato di andare un po’ controcorrente in questo modo. Jesus invece non è per motivi religiosi, ma perché sto cercando di portare qualcosa di nuovo in Italia e poi perché volevo staccare dalla mia vecchia ‘vita’!

Com’è cominciata la tua passione per la musica?

“Ho iniziato tre anni fa circa. Giocavo a calcio e, a causa di un infortunio alla caviglia, ho avuto modo e tempo di scoprire questo mio grande interesse per la musica. All’inizio ho fatto vari tentativi di scrittura, andavo avanti a tentoni diciamo perché non avevo ben chiare le mie idee a riguardo. Dopodiché sono stato tra i primi a Bergamo a pubblicare un video quindi una canzone al mese su Youtube. Questa cosa ha fatto molto parlare perché sono andato ad intaccare la scena hip-hop bergamasca, e diciamo che non l’avevano presa molto bene: insulti e minacce erano all’ordine del giorno, ovviamente tutte virtuali perché poi dal vivo non si è fatto vedere nessuno. Erano persino arrivati a creare gruppi Whatsapp dove la gente si divertiva ad insultarmi pesantemente senza motivo. Un po’ come Ghali, Sfera Ebbasta e la DPG che agli inizi delle loro carriere erano massacrati dai puristi dell’hip hop. Ovviamente non mi voglio paragonare a questi grandi nomi del panorama nazionale, ma ci tengo a controbattere la teoria dei ‘puristi’ che sostengono che chi fa numeri, non sia un vero artista… tutte cazzate, se non fai i numeri vuol dire semplicemente che stai lavorando male, inutile che vi inventiate scuse.”

A cosa ti ispiri per scrivere i tuoi pezzi?

“L’ispirazione nasce così dal nulla, come un tocco di magia. Negli anni ho cambiato molto la metodologia per realizzare i miei brani, tanto che ho così chiaro in testa tutto ciò che andrò a fare da qui al prossimo anno. Passo molte ore in studio insieme al mio produttore Syler ascoltando parecchie tracce, non solo di genere rap, trap o hip hop, proprio per allargare i miei orizzonti musicali con l’obiettivo di creare sempre qualcosa di nuovo ed originale. Questa cosa si sentirà sempre di più con i prossimi miei pezzi che usciranno a breve poiché avranno un suono totalmente nuovo che si ispira alla club ed electronic music dei Daft Punk. Visto che poi la scena di Bergamo non è delle migliori, bisogna puntare a qualcosa di sempre più originale così da farsi notare.

Tornando alla creazione di un brano, una volta composta la melodia, comincio a pensare al testo e parto sempre da una parola figa che possa rimanere in testa facilmente e che possa piacere. Da lì ci scrivo il ritornello e poi le varie strofe. Ovviamente tenendo un filo logico per farsì di creare un’unica canzone, cosa da non sottovalutare.”

“Se sei la copia della copia,

non arriverai da nessuna parte”

Quali sono i progetti musicali futuri di WJ? Album?

“Ieri ho pubblicato ‘Xanax e Fanta‘. Senz’altro si punta a quello, ma sento che non è ancora il momento giusto. Sono conosciuto abbastanza a Bergamo e sto lavorando duramente per farmi conoscere anche fuori la provincia. Ci vuole tempo. Ora come ora non sono White Jesus al 100%, sono ancora al 30 o 40%.”

Non sei ancora Super Sayan insomma…

“No, nonostante i capelli biondi (ride n.d.a.). Poco alla volta, lavorando in studio si vedrà se si potrà costruire qualcosa di originale e che piaccia alla gente.”

C’è un artista, a livello nazionale/internazionale, a cui senti di ispirarti di più?

Daft Punk! Le mie nuove sonorità sono ispirate a loro ed altri pezzi da club di dj famosi. Rapper ne ascolto davvero molti, sia nazionali sia internazionali, che il cervello fa quasi fatica ad assimilarli tutti. Ad oggi comunque, quelli che ascolto di più, sono MHD, un trapper francese, e l’americano Lil Pump. Per quanto riguarda il panorama musicale italiano invece mi piace molto Sfera Ebbasta, Tedua e Capo Plaza. Mi piacerebbe molto che artisti di Bergamo sfondassero a livello nazionale!”

Ecco a proposito della scena bergamasca, quale artista secondo te merita la giusta attenzione?

“Ti potrei dire Fresh Mula e Elvin, che oltre ad essere miei grandi amici, sono due artisti di Bergamo che meriterebbero attenzione e spazio. I numeri parleranno per loro.”

Scorri i tuoi profili sui vari social e leggi tanti commenti di stima da parte dei fans, come ti senti leggendoli?

“Mi fa molto piacere perché vuol dire che tutto quello che sto facendo piace al pubblico che ho scelto. Se vuoi realizzare un obiettivo devi capire prima a che pubblico riferirti, utilizzare poi i mezzi che tu reputi giusti per comunicare con loro e poi vedere i risultati. Devo dire che il riscontro positivo c’è e quindi sono più che felice.”

Mattia Barcella
mbarcella@shakemymag.it
Nato sotto il segno dell'Acquario nell'ormai lontano 1988. Da qualche anno abito in un borgo medievale a pochi chilometri da Bergamo, dove gli unici a disturbarmi mentre scrivo sono i rintocchi del campanile e il belare di un gruppetto maleducato di pecore. Appassionato sin da piccolo di giornalismo ed attualità. Amo il profumo della carta di giornale così come quella dei libri che non smetterei mai di comprare. Ho fondato e dirigo ShakeMyMag.

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