Un’altra estate ha avuto ufficialmente inizio, e mentre Fedez e J-Ax trapanano i nostri timpani raccontando di innamoramenti-lampo e di scarsa voglia di lavorare (come se poi d’inverno uno morisse dall’ardente desiderio di smazzarsi 8 ore quotidiane), e l’Algida continua, per l’ennesimo anno consecutivo, a veicolare una rappresentazione delle serate estive che definire utopica sarebbe un eufemismo (chi mai ha trascorso un’estate intera a limonare la qualunque e a tirare le 6 del mattino tutti i giorni? Non io, questo è certo), sta a noi occuparci delle coseserie®.
Mi riferisco ai vestiti, sì; a cos’altro potrei mai riferirmi?

Pregherei il mio regista Paolo Riccadonna di mandare l’RVM delle tendenze estive.

Swimsuit in ciniglia

Come spesso è accaduto negli ultimi anni, alla base delle tendenze di stagione più inspiegabili e di dubbio gusto c’è Chiara Ferragni. Quest’anno, grazie a un’evitabilissima collaborazione con Calzedonia, Chiarona Nazionale ci propone una serie di costumi da bagno in velluto. O meglio, in un materiale presunto essere velluto ma di qualità ben più scarsa: la ciniglia, una combinazione di materiali sintetici che creerebbe profusione di sudore anche a chi son state asportate le ghiandole sudoripare.
È vero, la moda è sofferenza, ma immergersi in acqua con un capo di questo genere sfocia direttamente nella tortura: immagino che, una volta riemersi, la sensazione sia simile a quella di indossare una pelliccia di visone in un bagno turco.

Marsupio

Con immensa gioia di chi scrive, continua il successo del marsupio.
E spero prosperi a lungo, perché io non ho ancora trovato il coraggio di affrontare la civiltà con il mio Eastpack, e credo un’altra stagione non sia sufficiente per maturarlo.
Forse che io abbia bisogno di un marsupio di Prada? La domanda è naturalmente retorica.

Bucket hat

Quando un paio di anni fa l’ho visto sull’e-shop della Carhartt, ho ben chiara l’immagine di me che – disgustato – mi allontano dal monitor del mio pc al grido di una bestemmia non ben identificata.

Tuttavia, non avendo fatto della coerenza uno dei cardini della mia esistenza, da quando sia Prada sia Valentino li hanno proposti in passerella non riesco a concepire una vita degna d’essere vissuta senza che io abbia sul capo un cappello alla pescatora.
A nulla sono valsi i tentativi di ritrovare quello – addirittura sfrangiato ai bordi – che indossavo alla tenera età di 8 anni: sono assolutamente certo che mia madre l’abbia fatto sparire insieme a una trentina di VHS della Walt Disney (No, Madre, per tua informazione non ti ho ancora perdonata).

Borse di paglia o a rete

Avete presente quelle borsine retate con cui vendono patate e arance? Ecco, immaginatevele di tessuto e avrete in mente una rappresentazione relativamente fedele di uno dei trend più insensati dell’estate corrente.
La notizia non vi ha destabilizzati a sufficienza? Rincaro la dose comunicandovi che anche le borse di paglia hanno fatto il loro trionfale ritorno; e voci di corridoio mi suggeriscono che il loro impiego sia stato sdoganato anche in centro città, oltre che sul litorale adriatico (dove, personalmente, avrei preferito restassero sconfinate).

Abiti a portafoglio

Procede a vele spiegate il successo del granny style: se vostra nonna è ancora in vita, tenetevela buona perché il suo guardaroba potrebbe avere del potenziale quest’estate.
In particolare, gli abiti a portafoglio – sdoganati da Diane Von Fustenberg una cosa come duemila anni fa, credo – tornano in grande spolvero con adorabili stampe fiorate che, nella migliore delle ipotesi, replicano la texture dei sacchettini contenenti gli assorbenti.

Uno stile riassumibile in due sole parole: vegliarda arzilla.
Realisation Par non vende altro. E, ironia della sorte, li vende a prezzi improponibili.
Però, amici della moda, la spedizione è gratuita sopra i 300 dollari di spesa, mica pizza e fichi (che, sinceramente, preferirei).

Occhiali cat-eye

Con gli occhiali cat-eye potrete finalmente completare la vostra evoluzione nella benestante sciura milanese classe 1940, ma senza l’appartamento in Via Ariosto, la servitù e una cabina armadio destinata solamente alle pellicce di volpe. Insomma, questi occhiali vi conferiranno quell’aria sofisticata simile a quella che solo i ricchi pensionati consapevoli di esserlo hanno (maledetti). Potrete completare il look con una qualche attività di beneficienza e una partita a bridge con le altre vedove una/due volte a settimana.

Claudio Calzi
cla9431@hotmail.it
Caustico più della soda, ma molto meno sodo del celeberrimo uovo. Sul mio conto si possono annoverare numerose qualità; ma mi definirei soprattutto magnetico: nel senso come attraggo io le sventure, nessuno mai. 16 anni (compiuti numerose volte) e residente in uno sperdutissimo paesino a sud della Lombardia, posso vantare una laurea in Scienze e Tecniche Psicologiche. Ma non temete: ad oggi non si è rivelata utile nemmeno ad alleviare le mie stesse pene. Mi occupo di moda e spettacolo, perché ad una fluente chioma castana mi fa da contraltare uno spirito molto biondo.

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