Ho un problema nella testa, funziona a metà” recitava, un paio di anni fa, uno dei più significativi esponenti del cantautorato italiano

Onestamente, mi sfugge il motivo per cui Fabio Rovazzi lamentasse il malfunzionamento di un emisfero cerebrale; ma sento di potermi appropriare dei suoi versi per esprimere quello che succede alla mia, di testa, nel momento in cui mi trovo catapultato nel contesto di un qualsiasi sito di e-commerce.

Chiamatela sbadataggine, sbornia, o dissociazione… Insomma, chiamatela un po’ come vi pare, fatto sta che io non sono in grado di spiegare come io sia finito su prada.com

O gucci.com

Ma anche westwing.com 

E non vi nego che spesso e volentieri mi son trovato immerso a scandagliare il catalogo di cibousa.com

Se non ho ancora dilapidato interamente il mio patrimonio è da attribuirsi unicamente al fatto che il mio patrimonio è pari a ZERO. E finché non torna in auge il baratto, posso considerare scongiurato il rischio di essere protagonista di un episodio di Sepolti in Casa.

Ancor più grave, di questi e-commerce ho il potere di selezionare gli articoli più brutti. 

Ma così brutti che fanno il giro e finisco per desiderarli con un ardore ancestrale.

Così brutti da consentirmi quel minimo di consapevolezza funzionale a domandarmi “ma potrà mai servirmi?” e a rispondermi “no”. Ma la carne è debole, e la mia è ancor più debole di quella del tonno RioMare (che tutti sanno potersi tagliare con un grissino); e quel “no” non è la risposta che sono in grado di fornire alla domanda “lo voglio ugualmente?”.

A seguire, qualche esempio.

Balenciaga ci regala un paio di sneakers che definirle tali sarebbe già un insulto. Il sito stesso recita “calzino lavorato a maglia”. Insomma, trattasi di un calzino montato su una suola. 

Osceno. 

Ma sento che la mia scarpiera soffre della sua assenza.

Come resistere a quell’ACQUISTA, con tanto di caps lock? Per quanto mi riguarda, a quel prezzo avrebbero potuto vendermi 

Alessandro Michele ft. Luca Laurenti – RICORDATI CHE DEVI MORIRE.

Casomai qualcuno se ne dimenticasse.

Grazie Westwing, fino a ieri non sapevo di aver bisogno di uno stiratore a vapore. Ma è sempre un buon giorno per apprendere qualcosa, e oggi ho appreso di avere l’urgenza di uno stiratore pret a porter da depositare in ufficio. In effetti, alla mia collezione mancava la fobia delle pieghe degli abiti. 

Magno cum gaudio nuntio vobis che Westwing.com – sempre sia lodato – realizza un sogno che coltivo sin dal 2009: arredare camera mia come la casa di Lily e Serena Van der Woodsen.
Preach.

La lista potrebbe essere potenzialmente infinta. 

Fortunatamente (?), la vita sociale e professionale – e quel poco di dignità di cui ancora dispongo –  mi impedisce di scandagliare con la precisione e la pazienza di un monaco amanuense tutte le mie board di Pinterest; ma se ne avessi il modo – fidatevi – questo post sarebbe intriso di capi e accessori che nemmeno il Mago Otelma avrebbe l’ardire di sfoggiare.



Claudio Calzi
cla9431@hotmail.it
Caustico più della soda, ma molto meno sodo del celeberrimo uovo. Sul mio conto si possono annoverare numerose qualità; ma mi definirei soprattutto magnetico: nel senso come attraggo io le sventure, nessuno mai. 16 anni (compiuti numerose volte) e residente in uno sperdutissimo paesino a sud della Lombardia, posso vantare una laurea in Scienze e Tecniche Psicologiche. Ma non temete: ad oggi non si è rivelata utile nemmeno ad alleviare le mie stesse pene. Mi occupo di moda e spettacolo, perché ad una fluente chioma castana mi fa da contraltare uno spirito molto biondo.

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