Secondo la leggenda, la cacciata di Tarquinio il Superbo, ultimo re di Roma, fu determinata da una violenza commessa da uno dei suoi figli ad una certa Lucrezia, nobile matrona romana.
Il popolo, informato dell’accaduto e ormai arcistufo della crudeltà del sovrano, sarebbe insorto abbattendo definitivamente la monarchia.
La famiglia del re, però, chiese aiuto al potente Porsenna, signore della città etrusca di Chiusi. Quest’ultimo cinse immediatamente Roma d’assedio, al fine di reinsediare sul trono capitolino l’amico (e connazionale).
Contrariamente alle previsioni, la neonata Repubblica Romana non cedette, e Porsenna, colpito dall’eroismo mostrato dai nemici, decise di rinunciare all’impresa. Questo è quel che dice la tradizione, almeno…

ma come andarono veramente le cose?

Gli storici contemporanei concordano sul fatto che Roma, nel 509 a.C., sia effettivamente (e bruscamente) passata dalla monarchia alla repubblica, ma sostengono anche che la vicenda della matrona sia del tutto priva di fondamento.
Se questo è vero, perché il Superbo venne cacciato? Probabilmente perché tentò di privare gli aristocratici di ogni potere politico.
Porsenna, invece, mosse realmente guerra a Roma, ma non certo per difendere l’onore dell’ex sovrano: intendeva infatti conquistare la Città Eterna.
Secondo Plinio il Vecchio (I secolo d.C.), il signore di Chiusi stipulò un contratto coi romani in cui proibiva l’uso del ferro tranne che per gli attrezzi agricoli (pare dunque che le sorti del conflitto gli avessero arriso), ipotesi confermata anche dal coevo Tacito, che parla apertamente delle azioni compiute dallo stesso: “dopo la resa della città”.

Tarquinio il Superbo fonda il tempio di Giove in Campidoglio, Pietro Buonaccorsi detto Perin del Vaga, Galleria degli Uffizi Firenze

La tradizione tramandata dai romani, quindi, sarebbe soltanto il goffo tentativo di mascherare una realtà troppo triste da sopportare: il comandante Orazio Coclite, la vergine Clelia ed il mitico Muzio Scevola sarebbero soltanto miti (o palliativi, se vogliamo).
Un altro mistero riguarda la tomba del Lucumone (titolo regale etrusco): sempre secondo Plinio, che ce ne dà una descrizione molto particolareggiata, si troverebbe nei dintorni di Chiusi, ma nessuna spedizione archeologica ha mai rinvenuto nulla del genere.

La necropoli dei Lucumoni (ph. da Ilgiornaledellarte.com)
Marcello Bellini
marcomarcellobellini@libero.it
Nato nell'anno della rivolta di Timișoara, laureato in lettere moderne e filologia, mi piacciono Derrick, il televideo, Leland Palmer coi capelli bianchi, Sirmione, le capriole di Martins e la scucchia di Carlo V. Da grande vorrei essere come Steve Jobs: morto.

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