Perdonate l’out of topic, ma i miei consueti sproloqui d’arte, oggi, necessitano di una minima revisione. Buona lettura.

 

Cara Giorgia,

ho seguito con attenzione la tua discussione con Christian Greco, giovane direttore del Museo Egizio di Torino, e ora, a mente fredda, vorrei dirti un paio di cosette. Ti sei presentata all’esterno del palazzo di via Accademia delle Scienze, con il tuo bel drappello di fedelissimi, per protestare contro una delle proposte culturali, e di integrazione, più sensate a cui abbia mai assistito. Si chiama Fortunato chi parla arabo e prevede che, dal 6 dicembre 2017 al 31 marzo 2018, due cittadini di lingua araba possano visitare la collezione torinese in coppia pagando un solo biglietto, previa verifica del documento d’identità. Mi duole doverti spiegare il senso di questa brillante iniziativa perché ritengo che sia sufficientemente chiaro. L’agevolazione adottata dal celebre museo nasce per sensibilizzare, e avvicinare, tutti coloro che potrebbero ritrovare nelle raccolta egizia le proprie radici, la propria identità culturale. Arte, musica e letteratura, cara Giorgia, racchiudono valori universali inestimabili, che travalicano i confini dei paesi, sciolgono i nodi delle diverse lingue e superano le rigidità di numerose religioni. Giuridicamente appartengono ad uno stato ma intrinsecamente sono di proprietà dell’umanità intera.

Il direttore Christian Greco (foto di Nicola Dell’Aquila)

Che dire? Al posto tuo mi sarei complimentato con il direttore, gli avrei stretto la mano, gli avrei dato una bella “pacca” sulle spalle, dicendo: “Bravo Christian! È così che si fa! Che bella proposta! Finalmente un bel gesto d’integrazione”. Invece no, tristemente no. I tuoi pensieri, osannati da un’effimera claque di uomini privi di “virtute e canoscenza”, si sono avviluppati in una piramide non di Cheope ma di ignoranza, confondendo la questione linguistica con quella religiosa. Hai parlato di discriminazione nei confronti degli italiani. Secondo quale logica il museo ci starebbe discriminando? Cosa viene tolto al nostro popolo? Ti stai per caso dimenticando le numerose agevolazioni già da tempo adottate in favore degli studenti, dei giornalisti e, addirittura, degli innamorati nel giorno di San Valentino? Per non parlare della curiosa dichiarazione di Federico Mollicone, responsabile nazionale della comunicazione di Fratelli d’Italia, riguardante l’introduzione dello spoil system qualora vinceste le elezioni. Un intervento che, data la coincidenza con l’accaduto, perde, a mio modesto parere, la sua genuinità democratica (su cui ci sarebbe comunque da discutere) per assumere i tratti di un bavaglio, molto resistente, da stringere intorno alla bocca di tutti coloro che si allontanano dalla tua linea di pensiero.

Una sala del Museo Egizio di Torino (foto www.museionline.info)

Dammi retta, gentilissima Giorgia, e prenditi una pausa ristoratrice, non tanto delle fatiche del corpo ma da quelle dello spirito. Leggi, studia, e dedicati a qualche viaggio in compagnia della piccola Ginevra e del tuo fidanzato. Visita i musei, guarda quanti capolavori ha prodotto l’ingegno umano e quali valori di civiltà sono in essi contenuti. Torna cambiata, non più schiava di quella triste e svilente politica di facciata ma sensibile alle reali necessità del tuo paese.

Tanti baci,

Alessandro Bonci

PS: consiglio lo stesso trattamento anche al tuo compare Matteo Salvini che, per quanto riguarda la preparazione culturale, mi sembra “leggermente” in affanno.

Alessandro Bonci
bonci.fai@gmail.com
Nasco a Cremona nel giugno '89, ma sono bresciano d’adozione. Mi sono laureato in Storia e critica dell’arte a Milano, pallavolista finché il fisico regge, ho sviluppato una dipendenza patologica nei confronti della pittura del Cinquecento italiano e del buon vino, preferibilmente bollicine. Non sopporto chi si giustifica costantemente, amo la gente che sorride.

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