«Tu, bella come la Francia, con la gonna un po’ lunga e un foulard, e in bocca una sigaretta. Bella come la Francia, tra un bicchiere di vino e champagne, a Parigi oggi è festa»

Che poi non la conoscevo neanche fino a settimana scorsa. Adesso, sdraiato sul letto, scrivo questo articolo fischiettando le note di Foulard.

Una voce semplice, una chitarra allegra, un timbro tutto folk-pop immerso nel cantautorato. Te lo ascolti con piacere. A volte allegro, a volte malinconico. Un po’ innamorato, un po’ pensieroso.

Quella che Mattia Stirpe ti comunica è leggerezza. La leggerezza di quelle melodie orecchiabili che ti accompagnano un po’ dovunque, dalla passeggiata in solitaria alla sera al pub.

Quelle quattro note che fischietti sotto la doccia, senza pensarci.

Le Strade del Mediterraneo fanno proprio questo: accompagnarti a spasso da qualche parte.

Perché si chiama così la tua band?

Perché parliamo di storie di vita quotidiana e personaggi inventati all’interno di un viaggio, un viaggio nel Mediterraneo.

Mattia ci racconta del quotidiano, del Mediterraneo, di ciò che ci sta attorno e che ci sfiora, delle strade che tutti percorriamo, distrattamente. E c’è tanta fantasia (nella vita di tutti i giorni non stona essere un po’ sovrappensiero). Mattia ci racconta di Pedro il Pescatore, che a Barcellona pesca per mangiare e intanto si legge la storia di un drago. La gente di MontDerSud che trova solo nel vino la felicità – e intanto ballano, ballano, ballano, si concedono. Perché ho già fretta, perché nessuno mi aspetta – Lunedì. Poi c’è anche Lucia che passa il suo tempo tra il lavoro e il pregare, ma ci sono tante cose che non sa. Ma c’è pure un Gladiatore con la spada di carta, arrabbiato, tra una folla e l’arena. E allora vai via, Margherita, che poi la vita è una sola. Non ho più paura di tentare! – Ma l’amore.

Quando gli asini voleranno (il primo album).

Ma sarà Colpa del vino?

(Ride, ma non lo nega) Il vino mi piace. I testi vengono da lì, spesso.

C’è tanto amore nelle parole di Mattia, ma non mancano testi più tristi. Le Strade del Mediterraneo sanno suonare anche in minore – d’altronde non tutte le strade sono in discesa.

Non è rimasto neanche il tempo per realizzare quanto detto. Rimango a casa per ascoltare tutte le paranoie della mente, con tutte le domande, peggio di un deficiente – Io non ti conosco.

Quindi sei ottimista o pessimista?

Ottimista, anche se non è un pregio.

Perché no?

Perché il mondo è complicato.

Sogna sì di vivere di musica, ma nel frattempo studia ingegneria edile a Ravenna. Lo fa controvoglia – come ogni artista che si rispetti – ma «c’è da essere un po’ concreti nella vita». Concreti, sì, ma le sue passioni non lo mollano, come quella per il disegno. La mamma lasciò la carriera di pittrice per il lavoro. Mattia invece, ostinato, continua a sognare. Odia l’idea di una vita costretta e obbligata, noiosa, ripetitiva. La alleggerisce con la musica, e viaggiando. È uscito dall’Abruzzo, terra natale, e con la band ha avuto occasione di muoversi in giro per l’Italia. Sempre un po’ a zonzo, appoggiato da Valerio Camplone (batterista) e Marco Petta (chitarrista).

«Un problema di noi musicisti, in Abruzzo come altrove, è la retribuzione». Non si può vivere di musica, ma Mattia ci prova, e ci spera. Ed è giusto farlo così, con la chitarra alla mano, con un po’ di menefreghismo.

Ma la musica che cos’è?

(Lui ride e rido pure io perché la risposta non la so) Una domanda da un milione di euro! La musica deve essere una compagna di viaggio che ti segue tutta la vita, rendendotela piacevole.

Ci vuole semplicità nella vita, questo racconta Mattia.

Quei calcoli minuziosi di alta ingegneria irrigidiscono i nostri viaggi. Ogni tanto fa bene improvvisare, stracciare le carte e svolazzare in giro come un Foulard rosso, navigare per il Mediterraneo senza cartine. Ogni tanto fa bene ascoltarsi le Strade, farsi quattro passi con Pedro a Barcellona.

Fra un bicchiere di vino e champagne, in bocca una sigaretta.

Marco Bellinzona
mbellinzona@shakemymag.it
Nato il 28 maggio 1996 a Bergamo, vivo a Pavia per gli studi universitari. Laureando in Filosofia, scrittore da sempre, lettore accanito, appassionato di cinema e musicista a tempo pieno. Prosa, poesia, spartiti... e tanto inchiostro. Co-fondatore di ShakeMyMag.

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