Ogni tanto le frasi si spezzano, diventano note e registrano una nuova melodia. Si scompongono in versi e si riallacciano in strofe. Cantano rime e significati nascosti, poi esplodono in un’emozione.
La poesia è una forma di espressione fantastica e infinita.
In una poesia si scombussolano gli equilibri delle cose, si ricostruisce il mondo mediante nuove prospettive. Si guarda alle cose in un’altra maniera, forse per gioco, forse per davvero.
La poesia è quella scorciatoia che conduce alla fantasia – e lì non c’è niente che abbiamo già visto.

Qui, in questa sezione di ShakeMyMag, vogliamo indicarvi qualche stradina sconosciuta. Vogliamo dedicare un angolo ai poeti. Ci ritagliamo un angolino nella prosa degli articoli per qualche verso, libero.
Tuttavia non pubblicheremo i grandi “poeti laureati”, come li chiamava Montale – e nemmeno Montale. Non saranno questi i nostri protagonisti.
Vogliamo sentire i vostri versi, leggere le vostre parole, scoprire nuove scorciatoie che non si leggono nei manuali di letteratura. D’altronde se è vero che l’arte in generale non è più una nicchia, allora è giusto che chiunque vi partecipi. Vogliamo sentire le nuove voci, piccoli o grandi che siano.
Quindi esordiamo così, non con Leopardi ma con un giovane ventunenne del bergamasco: Matteo Poletti. Matteo ha trovato nella scrittura poetica un modo per comunicare sensazioni, messaggi, morali – tutto ciò che esce dalla mente, in maniera libera. Nei due testi pubblicati, Il suono delle cose vive e Nei fondali, c’è tutta la libertà della fantasia.

La prima racconta di un uomo che ha rinunciato ai suoi sogni, scappando lontano per paura di fallire. Trovandosi in un bosco, la natura, coi suoi suoni, sembra viva. Queste sembrano voci fantastiche – come i sogni che ha abbandonato. Gli ultimi due versi rappresentano il desiderio disperato dell’uomo che richiama i suoi sogni, invano: ormai è troppo tardi. Si trovo ormai in un cimitero di passioni.

Il suono delle cose vive

Sentivo il suono
delle cose vive,
e piangevo oro
dai miei occhi di vetro.

Abbiamo camminato così tanto
per scappare da ciò che odiavamo
che ora ne sentiamo
la mancanza.

L’odore dei tuoi sogni
in un cimitero di passioni,
ed un fuoco che cammina
sempre al mio fianco…
Sono alla deriva del cielo.

Imprimimi sulla pelle
il calore delle stelle

Un flusso di emozioni completamente libere e svincolate. Le parole si sciolgono, si fa fatica a raccontare. Certe cose non si possono esprimere; vanno semplicemente vissute nella loro incredibile assurdità. Così si resta quando si incontra lei, la donna amata.

Nei fondali

Ho grattato la superficie del pensiero
e ho trovato lei tra le stelle,
sotto le nuvole del mare
dove nascono i sogni.

Siamo nati sotto la pioggia,
nei fondali della notte,
sussurrando alle porte del tramonto.

Ed un rumore sordo mi versò nella mente
immagini che non si possono vedere,
colori che non si possono creare,
e le mie parole si sciolsero
nell’ombra del mare,
tra i respiri del silenzio.
Tacevo, ma la mia mente parlava

Marco Bellinzona
mbellinzona@shakemymag.it
Nato il 28 maggio 1996 a Bergamo, vivo a Pavia per gli studi universitari. Laureando in Filosofia, scrittore da sempre, lettore accanito, appassionato di cinema e musicista a tempo pieno. Prosa, poesia, spartiti... e tanto inchiostro. Co-fondatore di ShakeMyMag.

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