Oggi vi voglio raccontare la storia di un poeta moderno che se fosse vissuto nella Firenze di Dante suo amico sarebbe stato.
Il tutto iniziò durante l’estate post-maturità, quando nell’incertezza del suo futuro il nostro poeta si lesse l’Inferno e così scoprì la passione per la scrittura poetica. Le sue prime rime furono messe a corredo di regali di compleanno per amici e parenti, poi all’università incontrò lei che si fece musa ispiratrice e fu per lui quello che per Dante fu Beatrice. Fu così che la biblioteca universitaria divenne il suo angolo di letture e scritture. Hermann Hesse, George Orwell e perfino Baudelaire echeggiarono nella sua mente, ma fu dal Canzoniere che prese inventiva. Buttò giù poesie d’amore dallo stile aulico encomiando amori non corrisposti e sentimenti puri perché per lui poesia è mera espressione sentimentale.

La passione per Roberto Benigni gli fece realizzare che con le poesie le parole si impregnano di significato nascondendo un mondo da vedere con occhio giusto. Parole spesso ricercate perchè quelle antiche elevano ulteriormente il significato di poesia.

Poesia è vita

Francesco Bassanelli scrive poesie la sera, perché l’atmosfera è diversa e ispira parole capaci di esprimere il suo stato d’animo. Le sue poesie rispecchiano appieno i suoi sentimenti e sono conservate nel suo blog “Poetrylife”.

Ora se vi state chiedendo come andò con la sua Beatrice, beh, nessun “e vissero per sempre felici e contenti”. Scoperto l’encomio, finito l’amore. Ma la poesia è così.

Disse Benigni ne “La tigre e la neve”:

“Non era lei, ero io. Ero io che non le avevo raccontato bene quello che avevo sentito,
ero io che non le avevo fatto sentire bene l’emozione che avevo provato.
Ci sarà nel mondo uno che di mestiere trova le parole giuste, che le sa mettere in un modo,
che quando gli batte il cuore a lui gli fa battere il cuore anche a quell’altro?!
Quel giorno decisi di fare il poeta.
Se le parole non sono giuste nulla può essere giusto.”

A seguire le parole giuste di Francesco che ci fanno sentire bene le emozioni che prova facendo battere i nostri cuori con il suo. Perché in quei giorni di un po’ di estati fa, tra un canto e l’altro dell’Inferno, Francesco decise di fare il poeta e così d’allora scrisse:

Madre incontrastata d’ogni bellezza
solo ella può dir cual vento benigno dietro a li suoi occhi asconde
che ‘l cor mio fa vibrar, come su scogli le onde
lascian impronta della loro freddezza.

Non di desio si parla, di sogno nemmeno, troppa l’astrattezza,
ma di un vortice sì passional che mia speme confonde
e come ‘l troppo calor d’un braciere l’anima mia in lei si fonde
‘l mio picciol cor a sì tanta maestosità, ahimè, non vi sta in altezza.

Li giorni di rado son soliti cangiar,
perfin l’alba vien meno per codesta luce
che dalla sua leggiadra pelle emana, Vergine, e ‘l cor mio raggiunge.

Or che son desto infinite lagrime di riso vorrei lei versar,
l’envio per la secura strada traggo, con vigor di duce,
onde ‘l suo spirito angelico, come spina velenosa, ‘l cor mio punge.

* * *

Tace

Tace il mio sorriso nei suoi occhi
tace il fervore che ad ogni suo sguardo m’assale
tace la gioia, che così nitida s’era fatta
tace il silenzio, che del mio lenzuol vital m’abbandona,
tace la passione, con lei tutto tace.

Tace la luna, il sole, le stelle, i monti
tace il canto dell’Usignol, ora più algido,
tace la natura, con lei tutto tace.

Tace la tetra timidezza che di me s’avvale
tace la grinta, che verso di lei, invana, risale,
tace la facondia, con lei tutto tace.

Tace il grido dei ribelli
tace la fandonia del bugiardo,
lo sperpero del ricco, la prontezza dell’approfittatore, la brutalità del berbero, l’ingenuità dello stolto,
tace la fame del povero, con lei tutto tace.

Tace il mio respiro, che al suo pensiero s’affievolisce
tace il calore del mio cuor, che di nero s’è tinto
tace il mio sguardo, che mio più non è,
tace la mia vita, senza lei tutto tace.

Beatrice Previtali
previtalibeatrice@gmail.com
Istintivamente rispettosa della verità e ammiratrice delle semplici virtù, fragile d’animo e sensibile all’amore. Nella vita credo fortemente nelle lacrime, apprezzo i sorrisi e inseguo il lieto fine. Scrivo per passione pensieri condivisibili dando voce a mente e cuore. Uso le parole per creare connessioni emotive con le persone, ovunque esse siano. Bergamasca, classe 1997.

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