No man is an island, scriveva John Donne. Nessun uomo è un’isola, ma solo un pezzo di continente. Ognuno fa parte di un continente. Ma anche un continente, al suo interno, è spaccato in varie parti. Cosa collega i vari pezzi? L’emozione.
L’emozione è ciò che allaccia i pezzi al continente. Senza, saremmo isolati in una distanza invalicabile. Negli oceani delle nostre distanze, le emozioni sono i vascelli.
Non ci sarebbero continenti senza emozioni.

Una come Chiara Morandi ama scrivere di emozioni. Scrive di rapporti fra persone, ciò che ci collega, e si perde in questi lunghi viaggi. Ma sono proprio questi collegamenti a farci male. Il sentimento ha un peso. Ciò che ci allaccia non è solo amore, ma anche odio, e le emozioni oscillano fra questi due poli -ogni viaggio, d’altronde, è sfiancante.
La costruzione, la distruzione. Amore e odio.

Stream of un-consciousness è il titolo di questa poesia di Chiara. Senza resistenze, scrive tutto ciò che può essere un’emozione per lei.
Sospesa in questo campo, fra amore e odio, l’emozione è confusione e difficoltà. Tornare a sé stessi è l’unico modo per capirle, isolarsi. Lasciare per un attimo il continente, rinchiudersi in soffitta. Gli echi del passato suggeriscono qualche considerazione. Riflessioni lunghe e complicate, che lasciano semplicemente perplessi, deboli come una foglia in autunno. Le parole non riescono a definire tutto questo e si seccano in bocca in un inverno perenne. Dove non arrivano le parole, iniziano le domande, e con una domanda si chiude tutto: è amore o odio?

Immergetevi in questo sfogo di Chiara Morandi.

Non odiarmi
Non amarmi

Rinchiuso in una soffitta, tra le travi di legno segnate dalle epoche, la mia mente corre lungo le crepe dei miei echi passati.

Non odiarmi
Non amarmi

Cos’è che mi sono lasciato alle spalle?
I volti delle persone intorno a me continuano a cambiare, anno dopo anno.
Il percorso non è stabile, forse deve essere riparato.

Non odiarmi
Non amarmi

Cosa significa tutto questo? Perché provo dei sentimenti così forti nei confronti di entità esterne? Entità così reali eppure così effimere da dissolversi nell’esatto momento in cui gli sguardi si catturano a vicenda, in una fune di salvataggio reciproca. Si dovrebbe comprare del materiale più resistente

Non odiarmi
Non amarmi

Flashback di battiti cardiaci passati tremano tra le mie dita, mi fanno piovere dai capelli gocce di rugiada arcobaleno. Non riesco a respirare. Respiro troppo profondamente. Devo controllare meglio l’iperventilazione.

Non odiarmi
Non amarmi

Le parole mi si fermano in gola come spine di rose che vogliono sbocciare troppo presto in un inverno ormai perenne tra i miei denti. Silenzio e paralisi vegliano alle porte delle labbra.

Non odiarmi
Non amarmi

Vorrei essere come le macchine, così semplici, così facili da costruire, disfare, capire ed orientare nei compiti quotidiani. La mia umana indole mi tiene paralizzato in una stanza. Le corde, invisibili, emozioni troppo forti mescolate a ricordi ancora troppo vividi. Non riesco a controllarle. Non riesco a liberarmene.

Non odiarmi
Non amarmi

Mi sento una foglia in autunno, in attesa della mia caduta.

Odiami
Amami

Siamo specchi delle emozioni che le persone provano nei nostri confronti.

Ci amiamo o ci odiamo?

Marco Bellinzona
mbellinzona@shakemymag.it
Nato il 28 maggio 1996 a Bergamo, vivo a Pavia per gli studi universitari. Laureando in Filosofia, scrittore da sempre, lettore accanito, appassionato di cinema e musicista a tempo pieno. Prosa, poesia, spartiti... e tanto inchiostro. Co-fondatore di ShakeMyMag.

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