La partita più attesa del weekend è stata sicuramente Juve-Inter di sabato sera; la prima contro la terza del nostro campionato.
Lo scontro, terminato 0 a 0, non è stato di certo tra i più spettacolari dal momento che le due squadre si sono concentrate maggiormente sulla fase difensiva cercando di neutralizzare gli schemi d’attacco e la qualità degli attaccanti stessi della squadra avversaria più che privilegiare la fase offensiva.

L’andamento della partita riflette sicuramente le scelte e le tattiche studiate dai due allenatori in fase preparatoria.
La Juve senza dubbio ha avuto più controllo del gioco portandosi più volte vicino al gol con Mandzukic, Cuadrado e Khedira. L’Inter, dal canto suo, si è limitata a difendersi al meglio impensierendo la retroguardia bianconera solo verso il finale con un tiro, di Brozovic, finito a lato.

Per quanto riguarda le formazioni, da un lato, Luciano Spalletti, mantiene il solito 4-2-3-1, chiedendo ai due esterni d’attacco Candreva e Peresic di prestare particolare attenzione alla fase difensiva per non scoprirsi troppo contro una squadra pericolosa come la Juve. Dall’altro, Massimiliano Allegri, decide di cambiare il modulo di gioco abituale della sua squadra, schierando un 4-3-3 al fine di avere maggior densità a centrocampo. Proprio questa superiorità numerica a centro campo (3 contro 2) permette alla formazione bianconera di tenere il pallino del gioco per la maggior parte della partita impedendo soprattutto ai centrocampisti neroazzuri di impostare e ripartire.

L’ assidua preoccupazione di Spalletti nel difendersi ha compromesso la prestazione dei giocatori d’attacco della sua squadra, i quali risultano tutti ampiamente insufficienti. Icardi, in particolare, lasciato solo contro i colossi bianconeri, tocca pochissimi palloni ed è sostituito a fine partita.

Anche la Juve però, nonostante la supremazia territoriale, non è riuscita a rendersi mai pericolosissima; l ’unico sembrato davvero incontenibile è Cuadrado, migliore in campo per la sua capacità di saltare l’uomo nell’uno contro uno, caratteristica che contraddistingue anche due elementi tenuti in panchina da Allegri: Dybala e Douglas Costa, le doti di dribbling dei quali avrebbero probabilmente dato una svolta alla partita.

In realtà Dybala è stato schierato un quarto d’ora prima della fine trasformando la formazione nel 4-2-3-1 standard della squadra di Allegri ,ma, complice il poco tempo a disposizione e la poca verve agonistica dimostrata dall’argentino, il suo contributo è risultato ininfluente. Anche Spalletti ha optato per una sostituzione tattica facendo uscire Candreva in favore di Gagliardini per avere più filtro a centrocampo in un momento di sofferenza.

Quello che ci lascia questa partita è un Inter che mantiene il primo posto, portando a casa, con sofferenza, un importantissimo punto in casa della formazione più temibile del campionato e una Juve che, forse, ha finalmente ritrovato la solidità difensiva che l’ha contraddistinta in questi ultimi anni e che sembrava aver smarrito nella fase iniziale di questo campionato.

Gianluca Sala
gianalesala@yahoo.it

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