In un periodo in cui la moda sembra indirizzarsi sempre di più verso quell’estetica barocca che trova nell’opulenza di tessuti, ricami e pubblicità la chiave del successo, sono in pochi a conservare quella raffinata eleganza emblematica di uno stile sobrio e lineare.
Lucio Vanotti sfila a Milano presentando la collezione primavera estate 2018, confermando la purezza stilista che contraddistingue il brand Made In Italy nato nel 2012.

Semplicità non vuol dire semplicismo.

Sobrietà non significa assenza di ricerca.

Forse è proprio questa l’anima di Lucio Vanotti: una ricerca che, attraversando secoli di storia del costume, raggiunge il razionalismo, quel sofisticato purismo stilistico che trova concretezza nello stile geometrico dei suoi abiti.
La prossima primavera estate gioca sulle simmetrie e sui contrasti, come dichiarato dallo stesso designer:

C’è tantissima geometria in questa collezione. Ho voluto indagare a fondo il concetto di simmetria e del fattore manuale, esplorando il senso del tatto con tessuti speciali, toccati, stropicciati e materiali come il legno e il metallo.

Bianco e nero, plissé romantici dall’allure fifties e la linearità più essenziale.
La leggera freschezza del cotone si tinge del colore del cielo: gonne e camicie che trovano nella sovrapposizione di tessuti e righe un ricordo dell’infanzia.
Blazer e trench dall’anima sartoriale si declinano nelle tenui nuance della crema.

Le borse, ridotte a sacche, sono una creazione del giovane designer Francesco Cabrini. Le lunghe corde intrecciano gli abiti in un vortice di volumi e materiali.

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Edoardo Andrini
edoardomandrini@gmail.com

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