In occasione di Expo 2015, l’Università degli studi di Bergamo e la Fondazione Credito Bergamasco si sono fatti promotori di un’iniziativa culturale e storica molto importante: riportare a Bergamo gran parte delle opere artistiche di Palma il Vecchio, pittore bergamasco vissuto tra la fine del quattrocento e l’inizio del cinquecento.
Se si cerca on line il nome del pittore, potrete notare come tutte le sue opere siano sparse in tutto il mondo: si va dal Louvre di Parigi, alla National Gallery di Londra fino ad arrivare all’Ermitage di San Pietroburgo in Russia e ancora Madrid, Firenze e Venezia, città in cui il pittore ha vissuto per quasi tutta la sua vita. Tuttavia quello che è probabilmente uno dei suoi maggior capolavori ovvero Martirio di San Pietro da Verona è già in terra bergamasca più precisamente ad Alzano Lombardo, nel Museo di Arte Sacra della Parrocchia di San Martino Vescovo.

L’opera era stata commissionata al pittore proprio dalla Parrocchia per la Chiesa di San Pietro, nel quartiere omonimo del paese, tra il 1527-28, quindi nel periodo più maturo e proficuo dello stesso. Attribuita per lungo tempo a Lorenzo Lotto, proprio per l’originalità, per l’acceso uso di colore e per la presenza di soggetti per lo più dinamici e in movimento, Roberto Longhi nel 1926 ha dichiarato infondata quest’attribuzione a favore di quella di Palma il Vecchio.

La Chiesa di San Pietro ad Alzano Lombardo dove era custodita la tela

Davvero interessante la storia di questa opera: Palma il Vecchio, Tiziano e Pordenone parteciparono ad una, se così si potrebbe definire in termini attuali, “gara d’appalto” per la creazione di un dipinto raffigurante appunto il martirio di San Pietro da Verona e destinato all’altare del santo per la famosa chiesa domenicana dei Santi Giovanni e Paolo nella splendida Venezia d’allora.
Tra I tre partecipanti, vinse Tiziano, ma la vittoria fu resa triste e burrascosa proprio per delle grandi polemiche sul metodo di scelta tenuto dalla commissione giudicatrice. L’opera, oggi andata purtroppo distrutta, fu comunque completata nel 1530, quando ormai Palma il Vecchio era già morto. Quindi che legame c’è tra il triste episodio del concorso veneziano e la pala per la piccola Chiesa di San Pietro ad Alzano Lombardo? Si pensa che sia stato semplicemente un premio di consolazione da parte di Lorenzo Lotto al suo caro amico Palma il Vecchio, dopo il brutto esito della gara in laguna.

Palma il Vecchio, con questa tavola, è autore di una novità storica senza precedenti: è il primo infatti a promuovere la drammaticità di un episodio del genere a soggetto unico e centrale di un dipinto. La disposizione delle figure che rappresenta una scena crudele e drammatica come questa del martirio, si pone in contrasto con la calma raffigurata dai due boscaioli nel bosco che procedono nel loro lavoro senza alcun disturbo e con la città sulla collina in lontananza che trasmette serenità e calma, in forte contrasto col dramma in primo piano.

Per chi volesse vedere dal vivo questo capolavoro, Il Museo d’Arte Sacra è aperto ogni domenica e giorni festivi dalle ore 15.00 alle ore 18.00 (se siete cittadini alzanesi, l’ingresso è gratuito). Le visite guidate sono effettuate ogni domenica e giorni festivi a partire dalle ore 16,00. L’ingresso del Museo si trova in Piazza Italia, 8 – Alzano Lombardo – Tel.e Fax 035.516.579. Per altre informazioni visitate il sito www.museosanmartino.org

P.S.
La Repubblica è rimasta ancora indietro all’attribuzione dell’opera di Palma il Vecchio a Lorenzo Lotto. Piccolo errore di storia dell’arte anche per giornali di fama nazionale.

In copertina: allestimento straordinario nella Sacrestia del Fantoni con l’opera di Palma il Vecchio (foto da lecodibergamo.it)

Mattia Barcella
mbarcella@shakemymag.it
Nato sotto il segno dell'Acquario nell'ormai lontano 1988. Da qualche anno abito in un borgo medievale a pochi chilometri da Bergamo, dove gli unici a disturbarmi mentre scrivo sono i rintocchi del campanile e il belare di un gruppetto maleducato di pecore. Appassionato sin da piccolo di giornalismo ed attualità. Amo il profumo della carta di giornale così come quella dei libri che non smetterei mai di comprare. Ho fondato e dirigo ShakeMyMag.

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