C’è solo un modo per non invecchiare mai: essere per sempre giovani.
Che poi, a dirla tutta, la vera giovinezza ha poco a che vedere con la pelle liscia. Essere giovani è uno stile di vita, un modo di stare al mondo.
Qualche ruga non ti fa vecchio. Raggrinzisce la pelle, ma non l’anima. L’età è solo un dato anagrafico, si può essere giovani per sempre.

Ce lo insegna un cinquantenne. Anzi, cinquantacinque, freschi freschi.
Suona davanti a folle incallite, a petto nudo.
Salta sul palco, corre come un matto.
Scuote la testa come un punk rocker.
Urla, balla, suona e si scatena.
Classe ’62. Michael “Flea” Balzary, l’inconfondibile bassista dei Red Hot Chili Peppers non conosce il mal di schiena. Una carica inesauribile, vent’anni fa come ora.

I Red Hot sono sempre stati una garanzia in quanto a concerti dal vivo. Oltre trent’anni di carriera, oltre trent’anni di esibizioni non-stop. Molti i riconoscimenti ottenuti per i live, come ai Grammy Awards del 1993 (best hard rock performance) e poi nel 2002 agli MTV Europe Music Award (miglior esibizione on-stage).

Difficile andare a un concerto del gruppo californiano senza saltare, standosene sotto il palco a braccia conserte.

Trent’anni non hanno affatto irrigidito una band straordinariamente longeva e molto creativa. Sono stati tanti i cambi di genere intrapresi, ma i Red Hot sono sempre rimasti sul pezzo, incitati da quella loro invidiabile vitalità. Dal pop di Californication (1999) al metal di Mother’s Milk (1989), il funk di Blood Sugar Sex Magik (1991) fino all’alternative di The Gateway, l’undicesimo album del 2016.

Ma nella band-dei-peperoncini-piccanti quello che più si nota nei live è sicuramente Flea.
I musicisti sono unanimemente concordi sulla grandezza di questo musicista.
Di lui non stupisce solo la tecnica (riviste come Rolling Stones lo annoverano fra i migliori dieci bassisti della storia del rock), bensì lo stile.
Tutti amano lo stile di Flea, quel modo che ha lui di stare sul palco – che è poi il suo tratto distintivo. Flea è “quello matto”, quello che sguazza in giro mentre suona, saltando come un grillo. Tutti lo conoscono così.

Un uomo forgiato dalle varie esperienze di una vita randagia, sempre allo sbaraglio. Cresciuto nei sobborghi di Los Angeles, Under the bridge, fra una botta e un’altra, affondando nelle dipendenze per riemergere con la musica. Da una vita così travagliata Flea ha imparato a cavalcare l’onda, così ha sempre vissuto: senza fermarsi, sempre in movimento. Dinamico, frizzante, inesauribile, sempre e comunque, in ogni circostanza. Con i Red Hot e fuori dalla band. Una molla impazzita che agita il pubblico.

Flea è un bell’esempio di quella categoria di uomini che chiamiamo “sempre giovani”: creature che forse non conoscono il sonno, sempre vivi, sempre dinamici – l’energia di chi non si consuma mai. Fiamme perennemente accese e che non sanno spegnersi. Briosi e creativi come bambini, senza limiti, in espansione. Spiriti liberi, costantemente ardenti.

Cinquantacinque anni e non patire il mal di schiena. Che poi si può anche essere un po’ indolenziti, ma l’importante è non piegarsi agli ostacoli della nostra vita. Questo ti insegna Flea, che ancora sostiene tour mondiali e concerti estenuanti.
La filosofia dei peperoncini piccanti, la conferma che anche a cinquantacinque anni si può essere vivaci, red-hot.
Basta solo non invecchiare mai, continuare a saltare sul palco. Essere sempre giovani. Non fermarsi mai.

CAN’T STOP!

Marco Bellinzona
mbellinzona@shakemymag.it
Nato il 28 maggio 1996 a Bergamo, vivo a Pavia per gli studi universitari. Laureando in Filosofia, scrittore da sempre, lettore accanito, appassionato di cinema e musicista a tempo pieno. Prosa, poesia, spartiti... e tanto inchiostro. Co-fondatore di ShakeMyMag.

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