Il progresso non ha portato soltanto benefici. Ha portato paure e insicurezze. L’ansia e i problemi di lavoro fanno da padroni sulle nostre vite. A questo punto cosa si può fare?

Si potrebbe tornare ad imparare a seminare gli alberi da frutto. A fare a meno del diversivo cittadino. Torniamo a fare delle piccole passeggiate ogni giorno per così conoscere il buono odore delle zolle di terra sotto la pioggia, oppure il profumo dei fiori o delle olive appena spremute.

Leviamoci dalla bocca la pronuncia del sushi. Andate a pesca e rilassatevi guardando l’acqua che scorre nel letto dei fiumi.

Vestiamoci per piacere prima di tutto a noi stessi e non per piacere agli altri.

Scegliete qualcuno da amare, qualcuno con cui farete a metà di tutto. Ricordate il Simposio di Platone spiegato da Marina in “Tre Uomini e una gamba”? Ecco così bisognerebbe essere per trovare la felicità, che siate mele o limoni!

Se quel qualcuno esiste già, tenetevelo stretto stretto e quando è sera, nonostante i mille problemi del giorno, guardatela negli occhi e sussurrategli dolci parole.

Accarezzate i vostri figli col calore degli abbracci e non con le “cose” che potrebbero desiderare.

Siate generosi ed aiutate gli altri, anche un piccolo gesto può fare molto.

Fermiamo gli orologi. Andiamo piano.

Vi ricordate la luce fioca delle candele? Rilassatevi la sera, dopo una giornata di lavoro, seduti sul divano con tante candele accese, aromatizzate alla lavanda magari, sparse per la casa. Spegnete la tv. Leggete un bel libro o parlate di cose allegre per così andare a letto con un sorriso.

“Tornate indietro, perché l’essere umano non è un eroe solo in virtù del suo potenziale proiettarsi in avanti. Qualche volta infatti è un eroe soltanto se in grado di tornare sui suoi passi.”

Ecco, torniamo sui nostri vecchi passi.

Mattia Barcella
mbarcella@shakemymag.it
Nato sotto il segno dell'Acquario nell'ormai lontano 1988. Da qualche anno abito in un borgo medievale a pochi chilometri da Bergamo, dove gli unici a disturbarmi mentre scrivo sono i rintocchi del campanile e il belare di un gruppetto maleducato di pecore. Appassionato sin da piccolo di giornalismo ed attualità. Amo il profumo della carta di giornale così come quella dei libri che non smetterei mai di comprare. Ho fondato e dirigo ShakeMyMag.

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