Qualche mese fa, prima di pianificare le vacanze e scegliere la meta, lessi un articolo che parlava del paese più felice del mondo: la Costarica.
Incuriosita dal loro motto, “pura vida“, dalla natura incontaminata e dagli animali liberi allo stato brado, ho subito pensato che fosse il mio prototipo di viaggio e non ho esitato a prenotare. Si tratta di un paese dove la gente sorride sempre e saluta proprio con un “pura vida”, che significa pieno di vita, ed è utilizzato dai costaricensi sia come saluto che come ringraziamento. I locali sono persone sempre disposte ad aiutarti e ne ho avuto esempio pratico quando l’auto su cui viaggiavo si è fermata improvvisamente, lasciandomi spaesata: sono stata soccorsa e rassicurata da tutti i passanti.
Vivono nella semplicità, dove non esistono macchine costose e abiti firmati, e nella tranquillità. Infatti, pur non essendoci l’esercito, hanno un basso tasso di criminalità e ci sono regole molto rigide per la sicurezza della gente, basti pensare che in ogni paese, in presenza delle scuole, il limite di velocità è molto ridotto (20 km orari) e se non viene rispettato si può finire in prigione. I ragazzi vanno tutti a scuola e sanno parlare molto bene due lingue: italiano e spagnolo.

Probabilmente tutta questa semplicità è dettata anche da un regno incontaminato che avvolge il paese, dove sono presenti molti parchi naturali. Io ne ho visitato uno: Tortuguero.
Questo parco si affaccia sul mare dei Caraibi e ha come obiettivo la protezione delle tartarughe, che vengono qui a deporre le proprie uova. L’unico modo di raggiungerlo è a bordo di lance che passano in mezzo a paludi e mangrovie dove si possono osservare scimmie, bradipi, caimani, iguane e insetti taglia xxl. È una esplosione di natura e vegetazione dove regna un unico colore: il verde. Persino le foglie sono in formato maxi, a causa probabilmente delle intense piogge presenti per gran parte dell’anno. Oltre ai parchi naturali, però, la Costarica è patria di parecchi vulcani.
Purtroppo ho avuto a disposizione solo dodici giorni per visitarla e ho potuto meravigliarmi solo di uno dei tanti: Arenal. È tutt’ora attivo e alle sue pendici ci sono delle terme create grazie all’uscita di acqua solfurea, non pericolosa, contornate da piante e fiori tropicali. Per ammirarlo nel suo splendore ho raggiunto a cavallo una zona frontale sovrastante, da dove ho notato l’imponenza e il segno lasciato dalla lava incandescente fuoriuscita qualche anno fa.

Nonostante i tempi di percorrenza sulle strade siano sempre lunghi, a causa dei limiti di velocità ridotti e del terreno dissestato, si percorrono volentieri i chilometri per assaggiare il cibo costaricense. Quasi tutti i piatti hanno un ingrediente principale: il riso, condito in tutti i modi possibili e immaginabili. La frutta, inoltre, è il pezzo forte, tra ananas, papaya, banane da un gusto molto intenso che si sciolgono letteralmente in bocca.

Molti italiani, soprattutto pensionati, hanno deciso di trasferirsi in Costa Rica perché si vive bene con poco e soprattutto perché la loro filosofia è che nessuna discussione dovrebbe durare più di tre giorni. Non esiste rancore e ritengono che rifiutare il perdono e rimanere arrabbiati possa compromettere notevolmente la felicità di una persona. Questa filosofia mi ha affascinato e piacevolmente colpito, ma la cosa che mi ha entusiasmato tantissimo è l’accessorio che indossano tutti i giorni: il sorriso!

Giovanna Terzi
giovanna.terzi@rocketmail.com

Lascia un commento