Manuel Leale

Figlio degli eighties, cinefilo compulsivo, sfogo la malata ossessione per la settima arte nei deliri ansiogeni dello scrittore. Critico, sceneggiatore, turista per caso, indosso con godereccia soddisfazione la maschera del cinico misantropo, maschera che cade con imbarazzante facilità. Vado matto per l’espressione “Cowabonga!”, peccato non la si possa usare con tanta frequenza. Se non sono in una sala buia davanti a un grande schermo, potete trovarmi in viaggio nel tempo e nello spazio a bordo di una cabina blu.