Nell’era di internet “L’amica geniale” ha raggiunto il successo planetario grazie al semplice ‘passaparola’. La quadrilogia della misteriosa Elena Ferrante ha battuto ogni record di vendite, partendo da un semplice tam tam che l’ha fatta balzare sulla vetta delle scrittrici più amate dei nostri tempi, in Italia e non solo. Basti pensare alle 7 milioni di copie vendute in tutto il mondo, con traduzioni che vanno dal cinese al brasiliano ed è stata in cima alle classifiche di numerosi paesi, perfino in Norvegia.

Visto l’enorme successo, un grande pool di aziende cinematografiche italiane e americane (Rai Fiction, HBO, Timvision, Wildside, Fandango) hanno deciso di trasporre la storia sul piccolo schermo, ambientata non solo in un rione popolare di Napoli (interamente ricostruito per l’occasione), ma recitata in diversi passaggi in dialetto lasciando il napoletano stretto anche nell’edizione italiana (con l’aiuto dei sottotitoli).

Debutterà il 27 novembre, con i primi due episodi intitolati “Le bambole” e “I soldi”, su Rai 1 e in streaming su TIMVISION e RaiPlay: sono sicuro che resteranno incollati al piccolo schermo milioni di persone, un po’ come è successo a chi si è cimentato nella lettura delle 1.600 pagine della meravigliosa quadrilogia.

La trama

Per chi non conoscesse la trama, di seguito lo scritto degli editori per la presentazione del primo volume di Ferrante:

L’amica geniale comincia seguendo le due protagoniste bambine, e poi adolescenti, tra le quinte di un rione miserabile della periferia napoletana, tra una folla di personaggi minori accompagnati lungo il loro percorso con attenta assiduità. 
L’autrice scava intanto nella natura complessa dell’amicizia tra due bambine, tra due ragazzine, tra due donne, seguendo passo passo la loro crescita individuale, il modo di influenzarsi reciprocamente, i buoni e i cattivi sentimenti che nutrono nei decenni un rapporto vero, robusto. Narra poi gli effetti dei cambiamenti che investono il rione, Napoli, l’Italia, in più di un cinquantennio, trasformando le amiche e il loro legame. E tutto ciò precipita nella pagina con l’andamento delle grandi narrazioni popolari, dense e insieme veloci, profonde e lievi, rovesciando di continuo situazioni, svelando fondi segreti dei personaggi, sommando evento a evento senza tregua, ma con la profondità e la potenza di voce a cui l’autrice ci ha abituati…

Lenù e Lila: piccole donne crescono

Elena è la classica brava ragazza: bionda, obbediente, studiosa. Lila è invece il suo opposto: capelli corvini, ribelle, geniale. Abitano nello stesso rione, i loro sguardi si incontrano dalle rispettive finestre. Elena si avvicina a Lila quando capisce che in quella bambina così sicura di sé, c’è la sua via di fuga da quel posto che le sta maledettamente stretto.

Nel romanzo, Elena e Lila vengono ritratte in epoche diverse della loro crescita. Da qui la difficoltà più grande in fase di realizzazione della serie tv poiché si dovevano trovare diverse attrici, per i diversi momenti di vita delle ragazze.

Nella puntata di domenica 25 novembre di Che Tempo Che Fa, le due bambine, interpretate dalle perfette Elisa Del Genio e Ludovica Nasti, erano presenti in studio assieme al regista Saverio Costanzo per presentare al pubblico la serie tv: vedendole recitare soltanto negli spezzoni trasmessi, si rimane affascinati dalla loro bravura.

Margherita Mazzucco e Gaia Girace saranno invece le due amiche da adolescenti, sempre nella prima stagione della serie.

La scelta di non avere volti noti, volutamente voluta dall’autrice, ad interpretare le due protagoniste aiuta ad entrare nella narrazione filmica, nel racconto di vita drammatico e allo stesso tempo romantico di queste due giovani donne.

Personalmente trovo ottima la scelta di Alba Rohrwacher come voce narrante e futura Elena della serie, che sì, si potrebbe discostare dal quadro appena proposto dei volti sconosciuti, ma in questo caso ci voleva una voce soave ed emozionante come la sua per entrare ancor di più nella storia.

Dal libro alla serie tv: 4 stagioni di emozioni

La quadrilogia di Elena Ferrante è strutturata in modo perfetto per diventare una serie tv di successo. E così è stato.

Il regista Saverio Costanzo ha deciso di non stravolgere l’assetto narrativo, lasciando il tutto con un effetto romanzesco, ma con un occhio di riguardo sulla realtà, sulla ricostruzione storica e sull’identità profonda dei personaggi.

Scritta dalla stessa Ferrante assieme a Francesco Piccolo, Laura Paolucci e Saverio Costanzo, la serie è prodotta fra i tanti anche dal regista premio Oscar Paolo Sorrentino, e si posiziona già nell’olimpo delle produzioni televisive su scala mondiale per l’eccelsa qualità con cui è stata ideata e realizzata.

Una produzione così colossale non si vedeva da tempo

Per questa prima stagione de L’amica geniale, il lavoro più imponente è stato fatto senz’altro nella ricostruzione dell’intero rione in cui vivono Elena e Lila.

E’ stato necessario costruire tutto ex novo: 14 palazzine, 5 set interni, una chiesa e un tunnel, per un totale di 20 mila metri quadrati di set realizzati in oltre 100 giorni di lavoro! 

Anche il casting è stato colossale: otto mesi di durata complessiva, durante i quali sono stati provinati ben 8000 bambini e 500 adulti. Cifre d’altri tempi!

Mattia Barcella
mbarcella@shakemymag.it
Nato sotto il segno dell'Acquario nell'ormai lontano 1988. Da qualche anno abito in un borgo medievale a pochi chilometri da Bergamo, dove gli unici a disturbarmi mentre scrivo sono i rintocchi del campanile e il belare di un gruppetto maleducato di pecore. Appassionato sin da piccolo di giornalismo ed attualità. Amo il profumo della carta di giornale così come quella dei libri che non smetterei mai di comprare. Ho fondato e dirigo ShakeMyMag.

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