Fin da subito Alberto Contador ha dimostrato di avere la stoffa del campione. Da under-23 ha vinto il titolo nazionale a cronometro nel 2002, riuscendo così a strappare un contratto da professionista con la ONCE (poi Liberty Seguros e Würth Team; dal 2006 denominata Astana). Nel 2004 arrivarono i primi problemi: durante una gara nelle Asturie fu colpito da un aneurisma cerebrale, da cui però si riprese ottimamente.

A seguito dell’indagine “Operación Puerto”, che coinvolse molte squadre e molti professionisti, il mondo delle due ruote ebbe un serio riassetto. Nel 2007 anche Contador cambiò squadra, passando nelle file della Discovery Channel. Proprio quell’anno arrivò la consacrazione: primo al Tour de France.

Nel 2008 la Discovery chiuse i battenti, costringendo Contador a tornare all’Astana, ancora colpita da misure coercitive a seguito degli scandali doping. Un inaspettato invito al Giro risollevò la stagione del team kazako, che portò Contador alla vittoria: fu il secondo iberico dopo Miguel Indurain a vincere la corsa rosa. Il “pistolero” (nome legato alla sua esultanza) si aggiudicò in quella stagione anche la Vuelta, diventando il terzo ciclista di sempre a fare la doppietta Giro-Vuelta, ed entrando nel ristretto club dei vincitori dei tre grandi giri.

Nel 2009 scoppiò definitivamente la rivalità con Lance Armstrong; quell’anno Contador vinse il Tour e la classifica dell’UCI (Unione Ciclistica Internazionale).

Nel 2010 si ripeté in Francia, ma a fine stagione arrivò una batosta: positività al clenbuterolo riscontrata al Tour. Si difese dichiarando una contaminazione alimentare.

Nel 2011, nel pieno della battaglia legale sul caso doping, Contador approdò alla Saxo Bank (poi Tinkoff). In questa stagione vinse il Giro.

Nel 2012 arrivò la squalifica retroattiva: gli vennero tolti il Giro 2011 e il Tour 2010. La risposta fu la vittoria alla Vuelta. Si ripeté anche nel 2014, dopo le brutte prestazioni al Tour 2013 e 2014.
Nel 2015 vinse il Giro, ottenendo così almeno due vittorie in tutti i grandi giri.

Il 2016 fu l’anno peggiore, mentre nel 2017 ha deciso il suo ritiro dalle corse (con la Trek Segafredo).

In Spagna il madrileno è un vero idolo, tanto che le autorità gli hanno concesso tre onorificenze civili, tra cui la Medaglia d’oro al merito sportivo.

E’ stato sicuramente un corridore molto controverso. Il caso doping gli ha fatto perdere molto credito, che ha però saputo riconquistare sulla strada, con il sudore e la fatica. E’ emblematica la sua ultima tappa alla Vuelta 2017 (prima della “passerella” di Madrid), nonché ultima vera tappa in assoluto. In fuga con determinazione ha saputo tirare fuori una forza che probabilmente il solo fisico non avrebbe potuto dargli, andando a vincere in solitaria sul terribile Alto de l’Angliru, osannato dai tifosi.

Riccardo Paleari
ricki.pale.22@gmail.com
Nato nell'ottobre 1997 a Monza, sono appassionato di politica e letteralmente dipendente dallo sport. La prima la pratico tuttora, mentre per il secondo ci ho solo provato (con risultati tragicomici). Credo di esser nato nel secolo (forse pure nell'universo) sbagliato: mi piacciono i baffi ottocenteschi e rimpiango un po’ la partitocrazia.

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