Sono giorni tristi per il comune di Larino, piccolo paese di circa 6000 anime in provincia di Campobasso. Qui, all’interno del suo cimitero, riposa da martedì 10 ottobre il mitico Aldo Biscardi, leggenda del giornalismo sportivo televisivo, spentosi all’età di 86 anni al Policlinico Gemelli di Roma nella mattinata di domenica 8 ottobre. È stato sicuramente un giorno di lutto nel mondo dello sport italiano, in cui ha smesso di brillare una delle stelle più luminose dell’intrattenimento e dell’informazione sportiva.

(Ph. Getty Images)

Il processo di Biscardi

Biscardi, inventore del format televisivo de “Il processo del lunedì” (ribattezzato poi “Il processo di Biscardi”), ha reinventato il modo di fare televisione, e ha reinventato il modo di parlare di sport. Con un programma accattivante, coinvolgente, divertente, ma anche molto professionale, ha tenuto incollati su sedie, divani e poltrone milioni e milioni di italiani ogni lunedì sera, ansiosi di sentire opinioni e discussioni sulle vicende relative alla propria squadra del cuore e alla partita giocata nei giorni precedenti. La moviola è stata un elemento cruciale del “Processo”, che, come indica il nome, aveva lo scopo di analizzare a fondo ogni partita, discutendo sui vari gol, fuorigioco, cartellini e soprattutto sulla classica domanda “ma c’era il rigore?”, che spesso portava a liti furibonde tra gli ospiti in studio. C’erano tanti aspetti comuni ad un vero processo, ma sicuramente uno ne era totalmente estraneo: l’ordine. Spesso nel programma si creavano momenti di grande confusione (o di “caciara” come dicono gli amici romani), con le voci dei tanti ospiti sovrapposte e mescolate tra di loro, aizzate dalle tensioni e dal fervore scatenati dalle discussioni sulle partite. Molti infatti erano i giornalisti presenti tifosi di una particolare squadra, che si lasciavano trascinare dal proprio tifo in liti furibonde degne dei peggiori bar.

Momenti indimenticabili

Questo programma ha però regalato anche tanti momenti divertenti e goliardici. Ne sa qualcosa Tiziano Crudeli, giornalista di sfegatata fede milanista, che è passato alla storia per essersi quasi messo a piangere per una telefonata in diretta dell’allora presidente rossonero Silvio Berlusconi, in cui questi confermava che Ricardo Kakà sarebbe rimasto al Milan a differenza di un’indiscrezione arrivata in redazione poco prima che ne confermava la cessione.

Anche il compianto Maurizio Mosca, grandissimo giornalista sportivo e grande amico di Aldo Biscardi, fu protagonista di una scenetta rimasta poi indimenticata, quando venne definito dal regista Pasquale Squitieri un “leghista”, cosa che lo fece andare su tutte le furie; nemmeno l’intervento di Biscardi riuscì a placare il suo animo.

Il suo sogno divenuto realtà

Come già detto, la moviola è stata uno degli elementi caratterizzanti di questo programma e della figura di Biscardi, il quale in particolare sosteneva la necessità, da molti anni a questa parte, di inserire la moviola in campo per alleggerire le responsabilità degli arbitri ed evitare le numerose e classiche polemiche del lunedì. Ed è quindi un vero peccato che Biscardi ci abbia lasciato solo pochi mesi dopo l’introduzione in Serie A di questa benedetta moviola in campo (il VAR), che era il sogno della sua vita per quanto riguarda il calcio, sogno che è riuscito appena in tempo a vedere realizzato ma che non ha potuto godersi appieno perché la vita, si sa, a volte sa essere davvero beffarda. Ma tutti siamo sicuri che al minuto 38 di quel Juventus-Cagliari del 19 Agosto, giorno del primo rigore assegnato con l’utilizzo della moviola in campo, Biscardi abbia sorriso, come sempre faceva in tv, e sia stato davvero felice di vedere lì, davanti ai suoi occhi, che il suo sogno era ormai realtà.

Aldo Biscardi in una foto d’archivio del 29 Novembre 2011 con il certificato dei Guinness World Record. (ANSA)

Aldo Biscardi ci ha lasciati e il suo ricordo rimarrà impresso nelle menti di tutti i suoi spettatori per sempre, ma anche in tutti i giovani che non hanno potuto apprezzare al meglio le sue doti giornalistiche e di conduttore, che grazie ai ricordi di genitori e nonni conoscono questo leggendario personaggio e il suo altrettanto leggendario programma, detentore del Guinness World Record per il numero di edizioni consecutive con lo stesso conduttore, ben 34 tra il 1983 e il 2016.

(foto copertina Ap)

Alessio Cerri
alecerri.25@hotmail.it

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