Albert Einstein sosteneva che la creatività fosse più importante della conoscenza: “la conoscenza è limitata, mentre la creatività abbraccia il mondo stimolando il progresso e dando impulso al futuro.” Lasciatevi abbracciare quest’oggi dalla creatività di Vittoria Macioci.

Bio

Nata nel 1991 e cresciuta a Roma. Trasferitasi in Francia dopo aver ottenuto la maturità classica, frequenta i primi due anni di SUPINFOCOM, scuola di animazione 2D e 3D. Si diploma con lode dopo quattro anni di studi alla scuola di illustrazione, fumetto e animazione École Emile Cohl di Lione.
È stata illustratrice e storyboard artist in stage alla casa editrice parigina Quelle Histoire e fumettista per l’Opera di Lione. È illustratrice per gruppi musicali e spettacoli teatrali e comic artist nella scena dell’autoproduzione italiana. Ha realizzato una storia breve nel 2016 per “Gravure”, la fanzine horror del collettivo Altrofumetto e nel 2017 per “Melagrana”, la fanzine erotica della casa editrice indipendente Attaccapanni Press. Sempre di stampo erotico la sua partecipazione per il calendario “Suggimi”, curato da Renape.
È attualmente al lavoro su un fumetto sci-fi in due volumi, scritto da Lorenzo Palloni, che uscirà nel 2019 con la casa editrice francese Sarbacane.

L’Intervista

Parlaci un po’ di te, scegliendo tre aggettivi con i quali definiresti la tua personalità creativa.

Inizierei con “caotico” perché così è il mio procedimento per trovare idee e riferimenti. Attingo ispirazioni da ogni fonte possibile, non solo nell’arte visiva e non solo nel genere che devo affrontare per l’immagine che devo realizzare.
“Flessibile” perché cerco di adattare il mio stile e la mia tecnica a quello che devo raccontare, non credo nel contrario, non mi piace l’idea di essere riconoscibile in base all’uso sfrenato di un genere o una tecnica in particolare. Cerco di essere più poliedrica possibile e sperimentare tante cose diverse.
“Dolce” o morbida, è quello che dicono del mio stile da un po’ di tempo e in effetti può essere legato al fatto che ricerco una regolarità nelle forme e dei colori armoniosi e spesso caldi.

Che caratteristiche cerchi prima di impugnare la matita?

Le opere che mi piacciono più di tutte sono quelle che mi danno una sensazione di naturalezza, come se l’autore non avesse fatto sforzi per arrivare al risultato finale, ecco vorrei poter dare una sensazione simile.
Credo di esserne più vicina quando lavoro in tradizionale, mi ci sento più a mio agio, ma è proprio per questo che di recente mi sono buttata a capofitto sul digitale, per imparare a far passare questa sensazione anche con questo mezzo.

Cosa ti attira principalmente per realizzare le tue opere?

Le storie. Osservo molto il mondo circostante, ascolto le storie che le persone mi raccontano, le situazioni che intravedo tra sconosciuti. Le immagazzino e cerco di prenderne spunto per quello che scrivo e disegno.
Non ho un soggetto preferito, so piuttosto cosa non mi fa impazzire: disegnare storie ambientate in città. Anche nelle storie di stampo più quotidiano metto delle componenti inusuali per poter avere un’ambientazione come minimo leggermente diversa dalla classica città occidentale.

Se al tuo compleanno ti venisse regalata una macchina del tempo, in che epoca ti sarebbe piaciuto vivere dal punto di vista artistico?

In America negli anni ’50/’60, tutto era in fermento, dal fumetto all’illustrazione all’animazione e lo stile vigente mi fa impazzire!
Oppure a Creta nell’epoca di Minosse, ma ad essere sincera per quanto siano belle le miniature blu e rosse con i tori e i delfini e quelle con gli uomini e le donne mezzi nudi e dai lunghi capelli boccolosi, forse lo farei più per la location che per altro.

Che rapporto hai con la comunicazione moderna? (Social/virtuale)

Sono in un perenne stato di conflitto interiore, un giorno voglio mollare tutte le comunicazioni e andare a vivere in una foresta e il giorno dopo aggiorno ogni mio social con lo sketch notturno.

Nel panorama social attuale, ci potresti dire tre personalità creative che meritano attenzione?

Questi per me sono 3 giovani da tenere d’occhio e che possono parlare di realtà differenti dalla classica illustrazione e in contesti diversi dall’Italia: Cecilia “Lonnie Bao” Petrucci, Nicolò Assirelli, Felix Delepelaire

Concludiamo in bellezza, lasciando campo libero su quello che vuoi dirci…

Quello che direi a una persona che vuole iniziare questo lavoro è sicuramente: vivere, fare ogni tipo di esperienza, stare il più possibile lontano dalla scrivania per poi poter esplodere d’idee autentiche e originali quando ci si siederà.

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