Questa è la storia di un ragazzo come tanti, che voleva però una vita diversa da quella che sognano molti dei suoi coetanei. Non voleva diventare ricco o avere un bel lavoro, Wayne desiderava solo essere libero. Essere libero da ogni forma di capitalismo e di schiavitù informatica o sociale. Per questa ragione decide di lasciare la sua casa, la sua famiglia, ciò che lo faceva stare al sicuro e di iniziare una nuova avventura. Un’avventura in un altro paese, in un’altra nazione, che gli farà scoprire il significato dell’amore, dell’amicizia, ma gli farà conoscere anche quegli ideali in cui lui ha sempre creduto e che lo hanno sempre reso diverso. E così, tra una birra in compagnia e una ragazza, Wayne compirà il viaggio della sua vita e noi con lui.

L’Autore

Simone Zecca nasce nel 1996 a Sondrio. All’età di diciassette anni inizia a lavorare come programmatore di macchine a controllo numerico da un piccolo artigiano. A diciannove anni inizia a lavorare come pizzaiolo e a vent’anni si licenzia e decide di partire e viaggiare per la Spagna. Finisce il suo primo libro e a ventuno anni completa il suo secondo libro, il seguito del primo, e a fine anno finisce di scriverne un terzo. Ora, sempre a ventuno anni, sta per iniziarne un quarto. Momentaneamente vive in Spagna, dove vorrebbe vivere la maggior parte della sua vita e sopravvivere grazie alla scrittura e ai suoi libri. Il romanzo qui recensito è stato scritto durante la sua permanenza in Spagna durata tre mesi.

“Vi ringrazio, cari lettori, per aver speso del denaro, ma sopratutto per aver usato tempo della vostra vita dedicandovi al mio libro, sappiate che il tempo speso per leggere è come il tempo speso per amare: necessario alla vita.”

La recensione

Il protagonista di questa storia non è libero. E’ rinchiuso in una vita che non gli appartiene, come molti di noi hanno pensato almeno una volta. Quindi scappa in Spagna, alla ricerca della libertà appunto, ma si accorge che anche se, apparentemente libero di esprimere la sua volontà come meglio crede, è schiavo dei veleni del capitalismo e delle società in genere. Si accorge che le città sono sporche ed infime, così, dopo aver appreso tutte le basi per poter sopravvivere, sposta letteralmente la sua bussola vitale verso un’esistenza nella più selvaggia natura.

L’idea di scrivere “Alla ricerca della libertà” è venuta all’autore quando aveva vent’anni e lavorava come pizzaiolo: un lavoro pesante che lo occupava cinque sere su sette e la notte finiva tardi. Quando si va a letto tardi, si può cominciare ad avere problemi di insonnia, così la notte per Simone divenne una vera e propria palestra di pensieri ed idee, mettiamola così, per la sua prima opera letteraria sull’adolescenza immaginaria di un ragazzino della Valtellina, la sua valle, inserendo però diversi suoi pensieri: «penso che al giorno d’oggi le persone veramente libere siano davvero poche, se ci guardiamo attorno, se usciamo qualche attimo di casa, ci possiamo accorgere che noi tutti non siamo realmente liberi ma siamo schiavi di un sistema capitalistico che ci induce a consumare e ci induce a desiderare oggetti a noi inutile e senza i quali potremmo vivere tranquillamente, ci induce a lavorare come schiavi per ottenerli e ci opprime e ci rende infelici ogni giorno.»

Agli occhi di qualcuno il libro potrebbe risultare un po’ troppo volgare, esplicito ed in alcuni casi anche erotico, ma qual è la vera differenza tra essere esplicito o l’essere vago ed allusivo su una determinata scena? A riguardo vorrei condividere qui la risposta data dallo stesso autore in una recente intervista: «la risposta è nessuna, anzi, l’unica differenza che esiste è che nel primo caso, nell’essere espliciti, la scena la descrive l’interlocutore e quindi è come te la spiega lui, mentre nel secondo caso, se l’interlocutore è vago e allusivo egli lascerà il compito di immaginarti la scena alla tua immaginazione, ma ciò nonostante, non toglie il fatto che sia a esser espliciti, sia a esser allusivi il finale della scena è il medesimo. Inoltre si certo, il mio libro è un poco volgare e un poco erotico, ma senza l’amore e il sesso come potrei scrivere un libro? Essi sono fondamentali in una storia e in ogni vita umana, inoltre basta accendere la televisione qualche ora per sentire qualche volgarità e per vedere qualche oscenità.»

Molto interessanti anche i continui inserimenti letterari di opere che hanno fatto la storia della letteratura mondiale su tematiche come l’economia, filosofia e sociologia.

Se posso fare una piccola ed unica critica: avrei tralasciato di raccontare alcuni episodi iniziali della storia e dedicato molto più spazio al viaggio in sé. C’è da dire però che è il primo volume della storia quindi poco male.

Citazioni dal libro

«Io viaggerò, vedrò nuovi posti, vedrò nuove albe e nuovi tramonti, incontrerò nuove culture e proverò ad apprendere il meglio da ognuna, conoscerò nuove persone, ballerò nuovi balli e imparerò nuove lingue, dormirò in posti freddi e caldi, dormirò con tante fanciulle. Sì, io me ne andrò e girerò il mondo!»

«Quanto vorrei andarmene da questo posto, da questa casa, da questa valle, da tutto! Quando avrò diciott’anni me ne andrò via, viaggerò, scoprirò il mondo, non rimarrò in questo letamaio di posto, in tutti i sensi, a marcire come mio padre.»

Titolo: Alla ricerca della libertà
Autore: Simone Zecca
ISBN: 9788893753951
Prezzo: € 16,00
Genere: Narrativa
Casa editrice: Kimerik
Anno: 2017
Formato: rilegato
Pagine: 188

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: