Quando fu condotta di fronte alla sterminata folla riunita in Place de la Révolution per assistere alla sua decapitazione, probabilmente il pensiero di Maria Antonietta andò per un’ultima volta al figlioletto Luigi Carlo, strappatole per sottrarlo alla sua “influenza nefasta”.
Era il mezzogiorno del 16 ottobre 1793 quando, a Parigi, il colpo secco della ghigliottina chiudeva un’epoca storica: la regina di Francia veniva giustiziata dopo un processo lampo, proprio com’era accaduto al consorte, Luigi XVI, nel gennaio precedente.

Contro di lei si erano accumulati i pettegolezzi più disparati: scialacquatrice indefessa, frivola, ottusa, dedita ad amori indecenti con amanti di ambedue i sessi, gran giocatrice d’azzardo e spia al soldo delle potenze straniere. In pieno regime di Terrore, quindi, il candido collo della regina austriaca non poteva che rappresentare un capro espiatorio ideale.
Il principale promotore del processo fu il giornalista Jacques Hébert, che promise senza mezzi termini di mozzarle di sua mano la testa qualora si fossero presentati ritardi. La seduta si aprì il 14 ottobre e si concluse due giorni dopo.

La Regina di Francia e i suoi figli

L’accusa fece sfilare una quarantina di testimoni, che scagliarono addosso all’ex sovrana un ventaglio di accuse concernente avvelenamento di avversari politici, complotto, falsificazione di assegni e rivelazione di segreti di Stato all’Impero Asburgico.
Se l’alto tradimento rappresentava senza dubbio l’accusa fondamentale, ciò che più addolorò Maria Antonietta fu la dichiarazione (fasulla) redatta dal figlio: con essa il bambino accusava la madre di averlo iniziato alle più turpi pratiche incestuose.
Ascoltate le accuse in silenzio, la regina sbottò con fermezza:

“Se non ho risposto è perché la natura stessa si rifiuta di rispondere! Mi appello a tutte le madri presenti!”

Con questa risposta, la vedova ottenne, per la prima volta nella vita, un minimo di approvazione popolare. Robespierre, invece, si infuriò con lo stesso Hébert per averle mosso un’accusa tanto inverosimile.

Ritratto di una giovanissima Maria Antonietta

I testimoni oculari sostennero che durante l’intera durata dell’udienza Maria Antonietta mantenne un atteggiamento calmo e sicuro, senza mai cadere in contraddizione. Sostenne inoltre che il popolo francese fosse stato ingannato da false promesse di uguaglianza.

La mattina dell’esecuzione venne rasata a zero e le fu impedito di indossare l’abito nero, tipico delle vedove: venne condotta quindi al patibolo con un vestito bianco e delle pantofole color rosso scuro. Prima dell’esecuzione, chiese perdono a Dio ed al popolo di Francia.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: