Nintendo: un nome sinonimo di divertimento e di eccellenza in campo videoludico, che però negli ultimi anni ha sofferto molto. Una crisi di vendite e anche di immagine ha fatto molto penare gli appassionati del genere, salvo poi essere risolta con la nuova console della casa nipponica: Nintendo Switch.

Dal dominio incontrastato al calo dei fatturati

Dal 1977 Nintendo ha sfornato console e videogiochi che non solo sono stati egemoni nel loro settore, ma hanno anche influenzato la cultura di massa con videogiochi come Pokemon e personaggi come i Mario e Luigi.
Il primo hardware fu il Color TV e poi, tra esperimenti più o meno riusciti, non ci si può esimere dal citare NES, Super Nintendo, Nintendo 64, Game Cube e infine il mitico Game Boy.

Lo storico joystick del Super Nintendo

Nonostante l’ingresso sul mercato di colossi come Sony e Microsoft, rispettivamente con PlayStation e Xbox, Nintendo ha mantenuto intatto il suo spirito di rinnovamento, tirando fuori dal cilindro concept prima impensabili come quelli di Nintendo DS (2004) e Wii (2006). Proprio questo ha permesso ai giapponesi di avere risultati commerciali ottimi anche negli anni della crisi, almeno fino al 2010, anno in cui è iniziato un inesorabile crollo dei fatturati durato fino a qualche mese fa (e per certi versi non ancora del tutto risolto).
E proprio in questo periodo negativo l’azienda ha sofferto per la prima volta nella sua storia di una vera crisi di idee: la console Wii-U (2012) è stata un buco nell’acqua e la mera riproposizione di giochi dal concept e dalle dinamiche datate ha gettato i fan nello sconforto totale.

Trattenete le lacrime guardando questa foto

La manna dal cielo

3 marzo 2017: una data che significa la svolta per Nintendo. La casa infatti fa uscire la sua ultima console, chiamata Switch, che resta per molte settimane in cima alle classifiche nel paese del Sol levante, mente in Europa e negli Stati Uniti si piazza molto bene.

L’ultima console di casa Nintendo

Al successo ritrovato concorrono altri due fattori non trascurabili. Da una parte Nintendo ha messo sul mercato la console giusta al momento giusto, ovvero nel momento in cui la depressione dei consumi dovuta alla crisi stava lasciando spazio alla ripresa della curva della spesa. Altro fattore da non trascurare è il parco titoli messo a disposizione: non solo vecchie conoscenze rivisitate, ma anche nuovi giochi considerabili veri capolavori (l’ultimo Zelda ne è un esempio).

Dagli Amiibo a Labo

2014: Nintendo lancia Amiibo, ovvero una serie di statuette in grado di interagire con i videogiochi più famosi. Al 2016 risultano vendute poco meno di 25 milioni di statuette, e questo segna un primo passo della politica di vendita dei nipponici, che non puntano più solo sui contenuti videoludici ma anche su quelli ludici in senso classico.
A riconferma di ciò vi è il nuovo progetto chiamato Labo, che consiste in un kit di cartonati che possono essere utilizzati per dare vita alle creazioni più fantasiose. Insomma, dal digitale all’analogico, la grande N ha ripreso a stupirci.

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