#SabatoCreativo | Isabella Mazzanti

Per l’appuntamento di oggi con la creatività, siamo felici di presentarvi Isabella Mazzanti, Art Director, illustratrice e fumettista in Italia, USA e in Francia.
Laureata in Lingua e cultura cinese, ha vissuto in Cina per un anno, nel corso del quale ha frequentato numerosi istituti d’arte ed accademie. Ha inoltre partecipato a corsi specializzati in illustrazione editoriale a Milano, Firenze e Macerata, grazie ai quali ha perfezionato le sue conoscenze ed ha ampliato la sua rete professionale di contatti. Adora fare lunghe passeggiate, fare schizzi sulla sua Moleskine e leggere storie di fantasmi con la sua gatta Petronilla.

Parlaci un po’ di te, scegliendo tre aggettivi con i quali definiresti la tua personalità creativa.

Mi chiamo Isabella, sono un’illustratrice metà italiana e metà polacca, e vivo ai Castelli Romani, vicino Roma, dove ho anche il mio studio professionale che condivido con altre due illustratrici, Laura Re e Annalisa Leoni.

Se dovessi definire il mio approccio al disegno con tre aggettivi direi che è inquieto, perché non sono una di quelle persone che si rilassa sempre disegnando. Mi capita, specie quando disegno dal vero, ma sul lavoro è un’altra cosa. La fase di ricerca è sempre un misto di caos ed ebbrezza, di idee iniziate, buttate via, riscoperte; energico, perché investo nel mio lavoro tantissimo tempo e risorse intellettuali; duale, perché al compimento dell’opera sono sempre frammentata, una parte di me la ama, l’altra parte la ripudia, e devo sempre accordare queste due voci e far si che dialoghino e si ritrovino l’una nell’altra.

Che caratteristiche cerchi prima di iniziare un disegno?

Prima di iniziare un disegno cerco sempre di immaginarlo, di trovare una suggestione, un filo rosso da seguire. Può essere un frammento di testo, una canzone, qualcosa che si è impresso nella mia memoria e domanda di essere raccontato attraverso i miei occhi.
Cerco di trasporlo sul foglio, pianificando la giusta inquadratura, componendo l’immagine e inserendo simboli che rimandano in me stessa risuonano. Non sempre riesco ad esprimere completamente quello che vorrei come lo vorrei, ma credo che l’arte sia anche questa corsa verso una perfezione immaginaria, che è sempre perfettibile.

Quale è il tuo soggetto ideale?

Non ho un soggetto ideale, benché nel mio repertorio ci siano molte figure femminili. Amo disegnare tutto, e sopratutto disegnare dal vero. Il disegno dal vero è certamente una delle cose che amo di più e che mi da una pace interiore che non trovo altrove.
Di certo amo moltissimo la letteratura classica, ma sto anche lavorando su un progetto sul Giappone feudale.

Se al tuo compleanno ti venisse regalata una macchina del tempo, in che epoca ti sarebbe piaciuto vivere dal punto di vista fotografico/creativo?

Mi sarebbe piaciuto vivere durante la Belle Époque, vedere il fermento e l’opulenza delle grandi Capitali Europee. Viaggiare per quel vecchio mondo al suo tramonto, prima che le due Grandi Guerre lo sconvolgessero per sempre.

Che rapporto hai con la comunicazione moderna? (Social/virtuale)

Non so bene come rispondere… Posso solo dire che per quanto riguarda il mio lavoro la Comunicazione è un aspetto fondamentale, ma spesso troppo oppressivo, e che ha la necessità di essere adeguatamente gestita e anche limitata, per evitare che la dimensione privata e personale venga inglobata totalmente.

Nel panorama social attuale, ci potresti dire tre personalità creative che meritano attenzione?

Seguo moltissimi artisti, sopratutto su Instagram. Quelli che mi vengono subito in mente sono Cyril Pedrosa, i Kerascoët, Manuele Fior.

Concludiamo in bellezza, lasciando campo libero su quello che vuoi dirci…

“Who knows the flower best? – the one who reads about it in a book, or the one who finds it wild on the mountainside?”
Alexandra David-Neel

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