Al destino non ci credo

Charlotte è una ragazza che è dovuta crescere troppo in fretta. Strappata dalle braccia dei suoi genitori e delle persone che amava, viene condotta in un campo di prigionia. Qui subirà umiliazioni e i suoi occhi saranno costretti a vedere la morte di tante persone care. E’ questo il suo destino? Ma, nello stesso posto, conoscerà anche l’amore: riuscirà infatti a fare breccia nel cuore di George, una guardia del campo che si innamorerà della sua generosità, della sua bontà d’animo e soprattutto della capacità di Charlotte di mettere sempre gli altri al primo posto. Una storia di morte, quindi, ma anche una storia d’amore.

L’Autore

Carlo Fallace nasce e vive a Napoli, è studente universitario, iscritto al corso di Laurea in Servizio Sociale presso l’Università di Napoli “Federico II”. Il suo sogno nel cassetto è sempre stato quello di scrivere. Nel 2015 pubblica il suo primo romanzo “Se fosse l’occasione giusta” edito dalla casa editrice Kimerik. “Al destino non ci credo” è il suo secondo romanzo.

La recensione

Al destino non ci credo è un libro che inizia con una storia già avviata. Charlotte è una ragazzina che viene portata via insieme al fratello più piccolo e alla madre, in un furgone verso i campi di concentramento. Di lei sappiamo poco, ma visto lo scorrere rapido degli avvenimenti, possiamo recuperare velocemente con ricordi che vengono raccontati durante la drammatica prigionia. La narrazione in prima persona della sua storia, pagina dopo pagina, fa sì che riusciamo ad immedesimarci in questa povera ragazzina che viene scaraventata in una cruda realtà che potrebbe essere benissimo un sogno, un terribile sogno.

Il legame che si crea tra la protagonista ed il lettore è così forte che non riusciamo a staccarci dal libro, forse perché il tema centrale si fonde sulla perdita di persone care, e sull’infelicità trattata senza filtri: si fa breccia sui sentimenti più profondi che una persona possa provare.

Nei brani in cui si racconta la vita quotidiana nel campo, si può sentire l’angoscia che si provava in quei silenzi tra le baracche e quando Charlotte si mette ad osservare il cielo stellato, ripeti insieme a lei: “non abbiamo fatto del male a nessuno. Perché? Perché a me?

L’uso di capitoli molto brevi e di dettagli narrativi per descrivere personaggi e luoghi, esaltano ancor di più la drammaticità della storia ed il susseguirsi veloce degli avvenimenti: la guerra ti lascia poco tempo per riflettere o per cadere nelle proprie angosce, devi reagire per poterti salvare.

Anche se in alcuni passaggi il racconto è superficiale, nel complesso si può premiare questo libro per l’idea che ci sta dietro, per la volontà di raccontare una storia drammatica in uno dei periodi più orrendi dell’intera umanità, e per il modo di raccontarla ovvero con gli occhi e con il cuore di una ragazza.

Citazioni dal libro

E’ vero non era quella di mio fratello, ma avevo salvato una vita! Avevo risparmiato una vita.
Era raro trovare gioia in quelle quattro mura. Era raro trovare qualcuno da definire amico, eppure esisteva questo sentimento. Esisteva il volersi bene, il voler bene a qualcuno che conosceva poco la nostra storia, la nostra vita.

Morire per aver chiesto dell’acqua, per aver chiesto del cibo. Morire per essere rispettati. Morire per aver fatto valere i propri diritti. Diritti umani.

E’ triste pensare che l’unico modo per lasciare questo campo è morire. Era la triste realtà, era la cruda realtà.

Sull’avambraccio avevo una serie di numeri segnati di nero. Per loro non ero più Charlotte Grimaldi, probabilmente non lo ero mai stata. Per loro ero 98987. Una serie di numeri che sostituisce una persona, che sostituisce la vita, la sua storia, la sua realtà, il modo di essere, di fare.

Titolo: Al destino non ci credo
Autore: Carlo Fallace
ISBN: 978-88-9375-193-3
Prezzo: € 13,00
Genere: Narrativa
Casa editrice: Kimerik
Anno: 2017
Formato: rilegato
Pagine: 200

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